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lunedì 28 novembre 2022

"'Sta figliola ch'è figlia..." Marina Pagano

Marina Pagano  - 

Aveva iniziato a cantare fin da bambina e la natura l’aveva dotata di una voce forte, lei così minuta nel corpo, – di una straordinaria sonorità. In famiglia il padre Guglielmo, musicista, individua, nelle voci dei figli, ben otto tra maschi e femmine, le caratteristiche musicali. Ben presto, negli anni che per l’Italia sono ancora di guerra, ma non a Napoli, già “liberata” dagli alleati, per sopravvivere Guglielmo Pagano incomincia a suonare accompagnato dalle figlie, ancora bambine. La povertà di quegli anni farà nascere un tipo specifico di esibizione estemporanea che accomunerà due importanti artiste napoletane nate sorelle in casa Pagano, Angela e Marina: la “Posteggia” cioè un duo musicale formato da un musicista uomo e una cantante bambina.

Le esibizioni avvenivano in locali pubblici, soprattutto ristoranti, frequentati dalle sole persone danarose di quei tempi, gli ufficiali alleati.

Il repertorio era quello della Canzone Napoletana, che offriva tante differenti possibilità di genere, dalla musica più allegra e sfrenata a quella più sentimentale e dolce.

Crescendo Marina Pagano prosegue come cantante di strada, altro tipo di spettacolo tradizionale nei luoghi partenopei.

Arrivata all’età adulta Marina si allontana dalla famiglia per cercare un proprio futuro, da Napoli si sposta a Roma, va a “bottega” per un certo periodo nella compagnia di Eduardo, e cerca di proseguire sul versante musicale che sente più congeniale.

Partecipa tuttavia anche a lavori teatrali, come già aveva fatto per un anno nella compagnia di Eduardo. Al decennio degli anni Cinquanta appartengono le partecipazioni a Viva l’Italia con Gino Buzzanca e a Le Troiane. Marina comunque continua a cantare, ma il suo mondo musicale è quello della musica popolare e degli spettacoli nei luoghi pubblici. Non vi sono grandi guadagni discografici né importanti ingaggi in prestigiose sedi: i luoghi sono le vie e le piazze dove Marina, senza microfoni, canta.

Si giunge così alla fine degli anni Sessanta, quando la sua presenza in spettacoli teatrali con musica aumenta: 

  • 1968 assieme a Nino Taranto in una parodia dell’opera buffa Il Socrate immaginario con musiche di Paisiello; 
  • 1969 con la direzione di Giuseppe Patroni Griffi emerge come protagonista dello spettacolo Napoli notte e giorno su testi di Raffaele Viviani.

Molto intensa e proficua la collaborazione con la RAI; già nel 1970 per Piccole Storie: Racconti Napoletani registra L’assistito di Matilde Serao, assieme a Carlo Croccolo e a Giuseppe Porelli; nel 1971, assieme a Vittorio De Sica, in un programma dal titolo Incontro con Marina Pagano. 

  • Al 1974 data la sua partecipazione a Canzonissima che aumenta e consolida l’ampiezza della sua notorietà. Effetto immediato è la pubblicazione del suo primo LP Jesce Sole, vera perla musicale, con 10 canti popolareschi napoletani, curati da Achille Millo e Roberto De Simone, a questo LP segue Io vi racconterò che contiene 10 canzoni d’amore di autori contemporanei, da un recital. 

  • La stagione teatrale 1975 è dedicata al recital A modo mio… con canzoni scritte per lei da Enrico Medail, Fiorenzo Carpi, Giorgio Gaslini e altri autori di primo piano. Menzione a parte merita la partecipazione al cast dell’opera musicale La Gatta Cenerentola scritta a partire dal testo di Giovanbattista Basile e musicata da Roberto De Simone nel 1976, dove Marina canta con l’ensemble musicale partenopeo Nuova Compagnia di Canto Popolare, che gravitava attorno alle ricerche musicali di De Simone.
  • Nel 1982 la partecipazione al film dell’amico Massimo Troisi Ricomincio da tre, nel ruolo della zia del protagonista, piccolo “cameo” di cui Marina era incantata e non si stancava di rivedere, come ancora ricorda Pino Ammendola. Ed infine le ultime due produzioni teatrali: Le farse Cavaiole del 1986 rielaborate dall’opera cinquecentesca di Vincenzo Braca, con Antonio e Maurizio Casagrande e O di uno o di nessuno di Pirandello, allestito nel 1987. Tutti e due questi spettacoli ebbero la regia di Giuseppe Rocca. enciclopediadelledonne

mercoledì 23 novembre 2022

25 novembre 2022, Napoli sala De Stefano del Museo Pan - “Riemergere - Storie Sopravvissute”

Il giorno 25 novembre, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, la Municipalità 1 in collaborazione con l’Associazione Tu-Tutte Unite, ha organizzato presso il Museo Pan la mostra evento “Riemergere - Storie Sopravvissute”.
L’evento ha l’obbiettivo di affrontare la tematica della violenza contro le donne.
In particolare la giornata si aprirà con un incontro-dibattito che avrà luogo presso la sala De Stefano del Museo Pan il giorno 25 novembre dalle ore 9.30 alle ore 13.00.
Il convegno sarà incentrato sulle metodiche di approccio al problema della violenza sulle donne e affrontato con una tavola rotonda degli organi competenti del territorio. Il focus riguarderà l’analisi delle risorse messe in campo delle istituzioni e dalle realtà del terzo settore per supportare le donne e le famiglie ad uscire dalla violenza. A conclusione del convegno ci sarà l’apertura della Mostra Evento la quale sarà possibile visitare per l’intera giornata. Programma convegno (5.61 MB)
L’esposizione a ingresso gratuito è organizzata con la collaborazione della Commissione Cultura del Comune di Napoli, rappresenta un momento concepito per accogliere più forme e più linguaggi artistici: dalla fotografia alla pittura, dalla scultura alla performance, dalla musica alla video proiezione. Saranno presenti giovani artisti emergenti che avranno modo di esporre accanto nomi già da tempo affermati nel panorama artistico napoletano.  Programma mostra (1.26 MB) L’idea è quella di creare uno spazio di confronto tra sguardi, linguaggi, modi di percepire, affrontare e rappresentare il fenomeno, tenendo conto di come, attraverso il tempo e attraverso le generazioni, il tema della violenza è emerso ed è stato affrontato. Da questa considerazione è nata la volontà di chiedere agli artisti opere che focalizzassero non solo il momento drammatico della violenza, ma soprattutto le possibilità di rinascere e di riemergere. Alle 17.30 è prevista una doppia degustazione dei taralli di Taralleria Napoletana accompagnati dai vini prodotti da Le Donne Del Vino. 
La partecipazione all’evento vale per l’acquisizione di crediti formativi rilasciati dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Campania.

martedì 1 novembre 2022

...e per questo siamo pagine, Siamo storia e geografia, Storia in una fotografia... - Ornella Vanoni – Una Bellissima Ragazza

 Ornella Vanoni – Una Bellissima Ragazza

Ornella Vanoni-Una Bellissima Ragazza copertina album


Etichetta:Epic – 88697130812, Sony BMG Music Entertainment – 88697130812
Formato:
CD, Album
Paese:Italy
Uscita:2007
Genere:Pop
Stile:Ballad, Europop, Vocal 
 
mi chiamo e non mi rispondo
mai io con te mi ritrovo sempre
io con te l'amore che si sente
nel cuore e nella mente cercandoti
Io Con Te
Arranged By, Grand Piano, Keyboards, Programmed By – Bob Benozzo 
Bass – Alfredo Paixau
Conductor – Luigi Lombardi D'Aquino
Drums – Lele Melotti
Guitar – Giorgio Secco
Lyrics By – Grazia Di Michele
Music By – Tony Bungaro 
Orchestrated By – Gianfranco Lombardi
E per questo siamo pagine
Siamo storia e geografia
Storia in una fotografia

Le vedi, lontano
Le rondini, ancora tornare
E in alto nel cielo
D'improvviso planare
Pagine
Arranged By, Grand Piano, Keyboards, Programmed By – Nicolò Fragile
Bass – Cesare Chiodo
Conductor – Luigi Lombardi D'Aquino
Drums – Lele Melotti
Guitar – Giorgio Secco
Lyrics By – Ornella Vanoni, Pino Romanelli
Music By – Tony Bungaro
Orchestrated By – Gianfranco Lombardi
Una bellissima ragazza, pubblicato nel 2007, 
è un album della cantante italiana Ornella Vanoni. 
L'album ha ricevuto il Premio Lunezia 
per il valore artistico e letterario.
E del mio cuore cosa ne faccio
Di quest'umida perla sono la conchiglia
Su questa barca piccina
Che ha visto l'alto mare
E chiede di tornare
E Del Mio Cuore
Arranged By [Grand Piano], Keyboards, Programmed By – Danilo Ballo
Bass – Alfredo Paixau
Conductor – Luigi Lombardi D'Aquino
Drums – Lele Melotti
Guitar – Giorgio Secco
Harmonica – Bruno De Filippi
Lyrics By – Gino Pacifico, Ornella Vanoni
Music By – Gino Pacifico
Orchestrated By – Gianfranco Lombardi
Voice – Camilla Ardenzi

domenica 30 ottobre 2022

Premio Bianca d’Aponte 2022

È Moà da Terni a vincere il 18° “Premio Bianca d’Aponte”, il concorso per cantautrici che si è tenuto al teatro Cimarosa di Aversa il 28 e 29 ottobre. A lei anche la menzione per il miglior testo.
Ad aggiudicarsi il Premio della Critica “Fausto Mesolella” è stata invece Jole da Savona.
La menzione della giuria per la migliore musica va a Fefe da Bolzano, quella per migliore interpretazione a Jungle J. Anne da Grosseto.
Alla vincitrice assoluta va il Premio Bianca d’Aponte, con borsa di studio di 1.000 euro, la partecipazione come ospite alla prossima edizione del Premio, tre concerti di presentazione prodotti da Doc Live e la possibilità di partecipare al Premio dei Premi del Mei di Faenza. Al Premio della Critica “Fausto Mesolella” va una borsa di studio di 800 euro e la partecipazione come ospite al Premio Nilla Pizzi che si svolgerà al Teatro Bibiena di Sant’Agata Bolognese il 19 novembre.
Molti i premi collaterali assegnati direttamente da membri delle giurie e da realtà vicine al Premio Bianca d’Aponte.
A Jole vanno altri due riconoscimenti: il “Premio ’Na stella” del Virus Studio, con l’incisione di un brano con la produzione artistica di Ferruccio Spinetti, e quello di Soundinside Basement Records, consistente nella realizzazione di un video live in studio.
Fefe e Giorgia Canton da Verona si aggiudicano una proposta per un anno di assistenza legale e manageriale da parte di Siedas.
Per Assia Fiorillo da Napoli c’è la proposta di una possibile collaborazione artistica con l’etichetta Suoni dall’Italia di Mariella Nava, mentre l’etichetta femminile “Maieutica Dischi” di Veronica Marchi offre la produzione e pubblicazione di un brano a Lula da Roma.
Infine a Angelae da Padova la Dcave records del produttore artistico Daniele Grasso offre la produzione completa di un EP di tre brani.
Erano in gara a anche Candeo da Milano, Lamo, anch’essa, da Milano e Alessandra Nicita da Lecce.
A salire sul palco, oltre le finaliste del contest, ci sono stati importanti artisti del panorama musicale italiano, come Niccolò Fabi, Simona Molinari, Raiz, Pacifico, Isotta, Giuseppe Barbera, Piero Fabrizi e Kaballà.
Con loro anche Grazia Di Michele, in veste di madrina, ruolo per il quale ha presieduto la giuria generale e cantato “Respira piano”, un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice a cui la manifestazione è dedicata.
E poi due artiste che sono state anche premiate: Paola Pitagora, a cui è stato assegnato il premio alla carriera della Città di Aversa, e la cubana Sorah Rionda, che ha ricevuto il Premio Bianca d’Aponte International, in collaborazione con il Premio Andrea Parodi di Cagliari.
Da sottolineare infine la presenza sul palco del Cimarosa di un gruppo di alunni del liceo classico e musicale Cirillo di Aversa che hanno omaggiato Bianca d’Aponte eseguendo il suo brano “Clessidra”.
La direzione artistica del Premio è di Ferruccio Spinetti, mentre la conduzione era affidata a Daniela Esposito e Ottavio Nieddu. Rai Radio 1 è media-partner ufficiale.
Nel corso delle serate era disponibile la compilation della 18a edizione del Premio, che il pubblico ha potuto ricevere in cambio di un’offerta al tavolo di Emergency, cui sarà devoluto l’intero ricavato.
A decidere i premi principali sono state due giurie, una generale e una critica.
Della prima hanno fatto parte: Grazia Di Michele, Giuseppe Barbera, Tony Bungaro, Diego Calvetti, Rossana Casale, Valentina Casalena Parodi, Mimì Ciaramella, Gianni Cicchi, Sergio Delle Cese, Piero Fabrizi, Massimo Germini, Kaballà, Saverio Lanza, Elena Ledda, Carlo Marrale, Vanni Pierini, Simona Molinari, Mariella Nava, Raiz, Alfredo Rapetti Mogol, Ivan Rufo.
La giuria che decreterà il Premio della Critica “Fausto Mesolella” sarà formata da Enrico de Angelis, Roberta Balzotti, Salvo Battaglia, Ilaria Cappelluti, Giovanni Chianelli, Angiola Codacci Pisanelli, Giorgiana Cristalli, Mauro De Cillis, Giuliano Delli Paoli, Angela Garofalo, Elisabetta Malantrucco, Michele Monina, Francesco Paracchini, Duccio Pasqua, Leonardo Pascucci, Fausto Pellegrini, Alessia Pistolini, Paolo Talanca, John Vignola.

Si arricchisce ulteriormente il cast del 18° “Premio Bianca d’Aponte” di Aversa, il concorso per cantautrici diventato ormai un punto fermo nel panorama italiano della musica di qualità, in programma al teatro Cimarosa di Aversa il 28 e 29 ottobre.

In veste di ospiti si aggiungono ai nomi già comunicati quello di Niccolò Fabi, per la prima volta al d’Aponte, e quello di Paola Pitagora, a cui verrà assegnato il premio alla carriera della Città di Aversa. Ma saliranno sul palco del Cimarosa anche Giuseppe Barbera, Piero Fabrizi e Kaballà, artisti da tempo legati al Premio, anche in veste di giurati, e Sorah Rionda, a cui è andato il Premio Bianca d’Aponte International. Da sottolineare infine la presenza di un gruppo di alunni del liceo classico e musicale Cirillo di Aversa che omaggeranno Bianca d’Aponte eseguendo una sua canzone.

Confermate poi le presenze di Simona Molinari, Raiz, Pacifico e Isotta (che come vincitrice della scorsa edizione aprirà entrambe le serate), nonché quella di Grazia Di Michele, in veste di madrina. Il Premio ospita infatti ogni anno una cantautrice di rilievo che presiede la giuria e propone un brano di Bianca d’Aponte.

Alcune delle finaliste e degli ospiti saranno accompagnati dalla band residente diretta da Alessandro Crescenzo.

La direzione artistica è di Ferruccio Spinetti, mentre la conduzione quest’anno è affidata a Daniela Esposito e Ottavio Nieddu. Rai Radio 1 è media-partner ufficiale.

  • Giovedì 27 ci sarà una sorta di anteprima della manifestazione, con un seminario sulla scrittura delle canzoni curato da Giuseppe Anastasi e Giuseppe Barbera, in programma dalle 10 alle 17 all’Auditorium Bianca d’Aponte, in Via Nobel.
  • Venerdì 28 ottobre alle 11 invece sarà l’Aula Magna del Liceo Cirillo ad ospitare un incontro con Andrea Miccichè del Nuovo Imaie. Poi alle 20 al Teatro Cimarosa ci sarà la prima serata del Premio, con ospiti Niccolò Fabi, Isotta, Pacifico, Sorah Rionda, Giuseppe Barbera e con gli allievi del Liceo Cirillo.
  • Sabato 29 ottobre si aprirà alle 10 nella sala conferenze dell’Hotel Max con la presentazione del libro “Storie di straordinaria fonia” (Bertoni editore) di Foffo Bianchi, Duccio Pasqua e Francesca Gaudenzi. Sarà presente Duccio Pasqua, intervistato da Giuseppe Scuotri. Alle 11 ci sarà poi spazio per il tradizionale incontro con le dieci finaliste, condotto quest’anno da Roberta Balzotti. Alle 20, serata finale del Premio con la madrina Grazia Di Michele e con Isotta, Piero Fabrizi, Kaballà, Simona Molinari, Paola Pitagora e Raiz. Alla fine della serata verrà proclamata la vincitrice ed assegnati gli altri premi previsti.

In veste di madrina ci sarà poi Grazia Di Michele. Il Premio ospita infatti ogni anno una artista di rilievo che presiede la giuria e propone un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice a cui è dedicata la manifestazione. Ad aprire le serate sarà invece la vincitrice dello scorso anno, Isotta, mentre a condurre saranno Daniela Esposito e Ottavio Nieddu.

 

È molto variegato stilisticamente il novero delle finaliste del 18o “Premio Bianca d’Aponte”, il concorso per cantautrici diventato ormai un punto fermo nel panorama italiano della musica di qualità.

Sono undici le artiste selezionate: 

  1. Angelae (Angela Zanonato) da Padova, 
  2. Candeo (Paola Candeo) da Milano, 
  3. Giorgia Canton da Verona, 
  4. Fefe (Federica Sartori) da Bolzano, 
  5. Assia Fiorillo da Napoli, 
  6. Jole (Jole Canelli) da Savona, 
  7. Jungle J. Anne (Giulia Covitto) da Grosseto, 
  8. Lamo (Daniela Mornati) da Milano, 
  9. Lula (Lucrezia Di Fiandra) da Roma, 
  10. Moà (Martina Maggi) da Terni, 
  11. Alessandra Nicita da Lecce.

Le finali sono in programma al teatro Cimarosa di Aversa il 28 e 29 ottobre, con la direzione artistica di Ferruccio Spinetti e con, in veste di madrina, Grazia Di Michele. Il Premio ospita infatti ogni anno una artista nota che presiede la giuria e propone un brano di Bianca d’Aponte, la cantautrice a cui è dedicata la manifestazione. Sino ad oggi si sono succedute in questo ruolo Arisa, Rachele Bastreghi (Baustelle), Rossana Casale, Chiara Civello, Ginevra di Marco, Cristina Donà, Irene Grandi, Elena Ledda, Petra Magoni, Andrea Mirò, Simona Molinari, Nada, Mariella Nava, Brunella Selo, Tosca, Paola Turci, Fausta Vetere.

Le finaliste sono state come sempre selezionate in un mese e mezzo di lavoro del Comitato di Garanzia del Premio, formato da decine di addetti ai lavori. Si tratta di produttori, discografici, manager, cantanti. autori, musicisti, giornalisti tra i più importanti nel mondo musicale italiano. Sono: 

  • Giuseppe Anastasi (cantautore), Roberta Balzotti (Tgr RAI), 
  • Giuseppe Barbera (musicista e compositore), Fabrizio Basso (SkyTg24), 
  • Tony Bungaro (cantautore), Rossana Casale (cantautrice), 
  • Valentina Casalena Parodi (Premio Andrea Parodi), Marco Cavalieri (Radio Elettrica),
  • Giovanni Chianelli (Il Mattino), Mimì Ciaramella (musicista e compositore), 
  • Angiola Codacci Pisanelli (L’Espresso), Enrica Corsi (Premio Bindi), 
  • Paolo Corsi (operatore culturale), Valerio Corzani (Rai Radio3), 
  • Giorgiana Cristalli (Ansa), Francesco Cusumano (cantautore), 
  • Enrico de Angelis (giornalista e storico della canzone), Mauro De Cillis (Rai Isoradio),
  • Max De Tomassi (Rai Radio 1), Luca Del Muratore (Locusta booking), 
  • Sergio Delle Cese (booking Antenna Music Factory), Giuliano Delli Paoli (Ondarock.it),
  • Ginevra Di Marco (cantautrice), Grazia Di Michele (cantautrice), 
  • Cristina Donà (cantautrice), Salvatore Esposito (Blogfoolk), 
  • Piero Fabrizi (musicista e produttore), Isabella Fava (Donna Moderna), 
  • Cinzia Fiorato (Tg1), Angelo Franchi (discografico), 
  • Angela Garofalo (Cronache di Caserta e Napoli), Massimo Germini (musicista e compositore), 
  • Mauro Ermanno Giovanardi (cantautore), Nicola Iuppariello (DiscoDays), 
  • Kaballà (cantautore), Saverio Lanza (musicista e produttore), 
  • Elena Ledda (cantautrice), Francesco Magnelli (musicista), Petra Magoni (cantautrice),
  • Elisabetta Malantrucco (RadioRai), Cinzia Marongiu (Tiscali), 
  • Carlo Marrale (cantautore), Andrea Mirò (cantautrice), Michele Monina (critico musicale),
  • Mariella Nava (cantautrice), Martina Neri (Musicalnews), Luca Nottola (AreaLive),
  • Serena Palmese (ilcaffesospeso.net), Francesco Paracchini (lisolachenoncera.it), 
  • Paolo Pasi (Tg3), Duccio Pasqua (Rai Radio 1), Fausto Pellegrini (Rainews24), 
  • Vanni Pierini (poeta), Timisoara Pinto (Gr Rai), Alessia Pistolini (critico musicale),
  • Gianfranco Reverberi (produttore e compositore), Alfredo Rapetti Mogol (paroliere),
  • Paolo Romani (consulente promozione tv e radio), Ivan Rufo (Festival Botteghe d’Autore), 
  • Brunella Selo (cantautrice), Marcella Sullo (Gr Rai), Paolo Talanca (critico musicale),
  • Tiziana Tosca Donati (cantautrice), Roberto Trinci (Sony Publishing), 
  • Giovanni Truppi (cantautore), Fausta Vetere (cantante), John Vignola (RaiRadio1),
  • Franco Zanetti (direttore rockol.it).

Molti i riconoscimenti in palio. Alla vincitrice assoluta andrà il Premio Bianca d’Aponte, con borsa di studio di € 1.000, la partecipazione come ospite alla prossima edizione del Premio, tre concerti di presentazione prodotti da Doc Live e la possibilità di partecipare al Premio dei Premi del Mei di Faenza. Per chi si aggiudicherà il Premio della Critica “Fausto Mesolella” (storico direttore artistico della manifestazione) è prevista una borsa di studio di € 800. Verranno inoltre assegnate menzioni per miglior testo, migliore musica e migliore interpretazione.

A questi si aggiungono vari premi assegnati ad alcune finaliste direttamente da realtà esterne all’organizzazione o da singoli giurati. Fra quelli confermati c’è una borsa di studio al Cet di Mogol da parte della ‘Fondazione Jacqueline e Totò Savio’; il “Premio ’Na stella” (titolo di una canzone di Mesolella) del Virus Studio, con l’incisione di un brano con la produzione artistica di Ferruccio Spinetti; una proposta per un anno di assistenza legale e manageriale per l’artista vincitrice o altra finalista da parte di Siedas; un premio di Soundinside Basement Records consistente nella realizzazione di un video live in studio e quello dell’etichetta Suoni dall’Italia di Mariella Nava, con la proposta di una possibile collaborazione artistica. Inoltre, da questa edizione, la Dcave records del produttore artistico Daniele Grasso offre a una finalista la produzione completa di un EP di tre brani.

Partner del Premio Bianca d’Aponte sono: Emergency, Rai Radio1, M.A.U., NuovoImaie, Doclive, Premio Andrea Parodi, Suoni dall’Italia, “Pem Festival – Parole e musica in Monferrato”, L’isola che non c’era, Fondazione “Jacqueline e Totò Savio”, Blogfoolk, Maieutica Dischi, Siedas, Virus Studio, Soundinside. Nuovi partner sono: Dcave records e il Premio Nilla Pizzi, organizzato dal Teatro Bibiena di Sant’Agata Bolognese.

"La metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell'altra." Jane Austen

Jane Austen è stata una scrittrice britannica, figura di spicco della narrativa neoclassica, e una delle autrici più celebri e conosciute del panorama letterario del Regno Unito e mondiale. Figlia del pastore anglicano George Austen e di Cassandra Leigh, Jane Austen nacque in un piccolo villaggio nel sud dell'Inghilterra. Penultima di otto figli, sei maschi e due femmine (James, George, Edward, Henry Thomas, Francis William, Charles John, Jane e Cassandra Elizabeth), fu legata particolarmente alla sorella Cassandra (che, come l'autrice, non si sposerà mai), con la quale intrattenne una fitta corrispondenza andata per la maggior parte distrutta. Cassandra, oltre che sua sorella, era anche la sua migliore amica. Jane trascorse il primo anno della sua vita insieme a una balia, come era uso per l'epoca. Crebbe in un ambiente vivace e culturalmente stimolante; il padre si occupò personalmente della sua istruzione, insegnandole il francese e le basi della lingua italiana, e contribuì alla sua crescita letteraria grazie ad una collezione di libri che contava circa cinquecento volumi. Nel 1783, secondo le consuetudini familiari, Jane e Cassandra andarono a Oxford e in seguito a Southampton per approfondire la loro istruzione insieme a Mrs. Ann Cawley. Dal 1785 al 1786 le due sorelle frequentarono la Abbey School di Reading e tornarono a casa nel dicembre di quell'anno.

Tra il 1787 e il 1793 Jane Austen scrisse i suoi Juvenilia, tre raccolte, dai toni umoristici o gotici, di racconti, poesie, bozze di romanzi e parodie che emulavano la letteratura dell'epoca e che erano scritti per divertire la ristretta cerchia di conoscenti. Tutti i brani sono infatti dedicati ad amici e parenti ad eccezione di Edgar ed Emma. Amore e amicizia, il più famoso tra gli Juvenilia, è una parodia in forma epistolare dei racconti romantici; le protagoniste (Laura, Isabel e Marianne) descrivono per corrispondenza le proprie emozioni amorose con toni forti e violenti dimenticando il decoro e il buon senso. La Austen tratterà approfonditamente questo tema pochi anni dopo col personaggio di Marianne Dashwood in Ragione e sentimento. Nel dicembre del 1795 Jane Austen conobbe Thomas Langlois Lefroy, il nipote di alcuni vicini di Steventon, per il quale iniziò a provare un attaccamento; la famiglia Lefroy ritenne la figlia del reverendo Austen inadeguata socialmente per il giovane Tom e decise di allontanarlo da Steventon già nel gennaio del 1796. Data la dipendenza economica del giovane Lefroy dal prozio che si occupava dei suoi studi per indirizzarlo all'attività legale, il matrimonio fu così impossibile.

Tra il 1795 e il 1799 Jane Austen iniziò la stesura di quelli che diventeranno i suoi lavori più celebri: Prime impressioni, prima bozza di Orgoglio e pregiudizio, ed Elinor e Marianne che divenne Ragione e sentimento. Nel 1795 lavorò anche a un racconto epistolare, Lady Susan, e scrisse, appunto, il suo primo romanzo Elinor e Marianne. Nel 1796 iniziò a lavorare al suo secondo romanzo Prime impressioni, terminato nell'agosto del 1797 all'età di soli 21 anni.

Pur vivendo nel periodo delle guerre napoleoniche, la Austen non tratta mai nei suoi romanzi gli avvenimenti bellici. Le milizie di passaggio sono sullo sfondo degli eventi a lei più cari: le cerchie ristrette della provincia, le storie d'amore e la vita quotidiana. Con ironia e arguzia illustra i personaggi che popolano la campagna inglese e che influenzano il sogno di felicità matrimoniale delle sue eroine. Le donne sono il fulcro fondamentale di ogni romanzo, facendo di Jane Austen "una delle prime scrittrici a dedicare l'intero suo lavoro all'analisi dell'universo femminile" o, con le parole di Virginia Woolf, "l'artista più perfetta tra le donne". Ma l'ironia di Jane Austen non risparmia nemmeno le sue eroine, di cui descrive pregi e difetti in maniera implacabile. Attraverso poche battute sarcastiche il lettore inquadra i personaggi senza la necessità di lunghe dissertazioni. Le donne devono possedere virtù come la moderazione e il buon senso che vincono sulla spontaneità e la passione, come dimostra il diverso destino che la Austen riserva alla ragionevole Elinor e all'impetuosa Marianne in Ragione e sentimento. La timida Fanny Price di Mansfield Park e la remissiva Anne Elliot di Persuasione attendono pazientemente il loro momento conquistando l'amore. Ma anche Elizabeth Bennet coi suoi pregiudizi, la viziata Emma Woodhouse e la sognatrice Catherine Morland maturano e capiscono l'importanza della riflessione giungendo al, sempre presente, matrimonio desiderato.

"Allora," osservò Elizabeth, "il suo concetto di donna istruita deve comprendere capacità non comuni." "Appunto, capacità non comuni."

"Oh, si capisce!" esclamò la sua [di Darcy] fedele sostenitrice [Caroline Bingley]; "non si può stimare veramente istruita una persona che non superi di molto la media. Una donna deve conoscere a fondo la musica, il canto, il disegno, la danza e le lingue moderne, per meritare questo attributo; e oltre a tutto ciò, deve avere un certo non so che nell'aspetto e nell'andatura, nel tono di voce, nel modo di esprimersi e di rivolgere la parola, altrimenti l'aggettivo sarà meritato soltanto per metà."

Orgoglio e pregiudizio, capitolo 8.

Becoming Jane - Il ritratto di una donna (Becoming Jane) è un film del 2007 diretto da Julian Jarrold. Film biografico che racconta i primi anni della celebre autrice Jane Austen, interpretata da Anne Hathaway, e incentrato sul suo rapporto con Thomas Langlois Lefroy, interpretato da James McAvoy.

Jane Austen a Manhattan (Jane Austen in Manhattan) è un film del 1980 diretto da James Ivory. Il film ha segnato il debutto cinematografico di Sean Young.

Ragione e sentimento (Sense and Sensibility) è un film del 1995 diretto da Ang Lee, con Kate Winslet, Alan Rickman, Emma Thompson, Hugh Grant e Robert Hardy, vincitore del Golden Globe come miglior film drammatico del 1995 e l'Orso d'Oro al Festival di Berlino del 1996. Il film vince inoltre il Premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale nel 1996 (il premio va ad Emma Thompson). La pellicola è tratta dall'omonimo romanzo di Jane Austen. Nella colonna sonora, Jane Eaglen canta in due brani.

  • 1996 - Premio Oscar
  • Miglior sceneggiatura non originale a Emma Thompson
  • Nomination Miglior film a Lindsay Doran
  • Nomination Migliore attrice protagonista a Emma Thompson
  • Nomination Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
  • Nomination Migliori costumi a Jenny Beavan e John Bright
  • Nomination Migliore fotografia a Michael Coulter
  • Nomination Miglior colonna sonora a Patrick Doyle
  • 1996 - Golden Globe
  • Miglior film drammatico
  • Migliore sceneggiatura a Emma Thompson
  • Nomination Migliore regia a Ang Lee
  • Nomination Migliore attrice in un film drammatico a Emma Thompson
  • Nomination Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
  • Nomination Miglior colonna sonora a Patrick Doyle
  • 1996 - Premio BAFTA
  • Miglior film a Lindsay Doran e Ang Lee
  • Miglior attrice protagonista a Emma Thompson
  • Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
  • Nomination Migliore regia a Ang Lee
  • Nomination Miglior attore non protagonista a Alan Rickman
  • Nomination Miglior attrice non protagonista a Elizabeth Spriggs
  • Nomination Miglior sceneggiatura non originale a Emma Thompson
  • Nomination Migliori costumi a Jenny Beavan e John Bright
  • Nomination Migliore fotografia a Michael Coulter
  • Nomination Migliore scenografia a Luciana Arrighi
  • Nomination Miglior trucco a Morag Ross e Jan Archibald
  • Nomination Miglior colonna sonora a Patrick Doyle

mercoledì 26 ottobre 2022

Cristina Trivulzio di Belgioioso

Cristina Trivulzio di Belgioioso nacque a Milano il 28 giugno 1808.
Benché nobile per nascita (i Trivulzio erano una nota famiglia aristocratica milanese) divenne principessa a seguito del matrimonio con il giovane e avvenente principe Emilio Barbiano di Belgioioso, uno scapestrato, che dilapidò una bella fetta del patrimonio della moglie e che le trasmise anche la sifilide. Questa donna, che fu una delle più importanti figure del nostro Risorgimento, é quasi sempre dimenticata negli insegnamenti scolastici o, al più, se ne dà un breve cenno, come se fosse stata, in quel grande teatro della rinascita nazionale, poco più di una comparsa.
Forse questa trascuratezza é dovuta al sesso, ma se si guarda bene la sua vita, di cui Arrigo Petacco ha scritto ampiamente, si potrà notare che vi sono altri motivi, ben più rilevanti. Benché nobile e ricchissima era convinta che solo con l’istruzione dei suoi cittadini uno stato avrebbe potuto dar corso alle riforme che gli erano necessarie e che potevano così essere comprese da tutti. Scriveva senza remore, diceva sempre ciò che pensava – e pensava bene -, mettendo in piazza tutto quanto non era di dominio pubblico (e non erano bagatelle), insomma é facile ora comprendere perché una simile protagonista non abbia ancor oggi il rilievo che meriterebbe liberolibro.it Nella Milano stendhaliana di quel primo scorcio del secolo, quando i milanesi, passata la grande ubriacatura napoleonica, ancora stentavano ad adattarsi alle regole severe ristabilite dall'Austria metternichiana, il clamoroso annuncio del matrimonio della «Cristinetta» con quello scavezzacollo del Prince charmant rimbalzò da un salotto all'altro come il più piccante argomento di conversazione.
D’altra parte, la stessa Cristinetta, ossia la marchesina sedicenne Cristina Trivulzio, unica erede del più cospicuo patrimonio della Lombardia, sapeva benissimo che razza di marito si fosse scelta. Anzi, forse era stata proprio la fama di sfrenato dongiovanni dai byroniani appetiti che circondava l'affascinante principe Emilio di Belgioioso ad accendere la sua capricciosa fantasia di ragazza inquieta e desiderosa di uscire da sotto l'ala protettrice dei suoi pedanti tutori. A farle modificare il suo spericolato proponimento non erano bastate le allarmate perplessità dei parenti, preoccupati soprattutto per la sorte del patrimonio di famiglia, e neppure un epitalamio scurrile e maligno che il conte Ferdinando Crivelli le aveva fatto pervenire alla vigilia delle nozze. Stampate su un elegante cartoncino rosa, le Stanze epitalamiche per le faustissime nozze di donna Cristina preconizzavano infatti alla sposa un futuro niente affatto roseo. «Un pezzo principesco hai tu voluto» scriveva rivolto a Cristina l’improvvisato poeta. «Ma poi che lui teco avrà goduto, / lussureggiando andrà con questa o quella.» E proseguiva sarcastico informandola che il suo sposo, «Prence di nome, ma birichin di fatto», non avrebbe mai messo la testa a posto e avrebbe continuato «a oziar nei caffè e nelle platee», cosicché non era difficile immaginare che «di puttaneggiar tutta la sua vita adombra». Ma così va il mondo, sembrava commentare rassegnato l’irriverente poeta, e «poiché la donna ama il peggio, il colpo hai fatto!». Infine, da buon uccello del malaugurio, il conte Crivelli concludeva con questa ironica esortazione: E invano ti udirem gridare aiuto: ma come indietro più non si ritorna, rendere solo potrai corna per corna. Purtroppo per Cristina, la maligna profezia si rivelerà esatta prima del previsto. Ma ciò che ora può stupire non è tanto la preveggenza del conte Crivelli quanto il fatto che, nel pieno della stagione romantica, un maturo signore di buona educazione e di nobili natali osasse rivolgersi a una innocente fanciulla alla vigilia delle nozze usando un linguaggio così offensivo e triviale. 
Web Radio Associazione Vitanova NavigATTori, Santi (forse), Poeti: pensieri dedicati, a cura di Silvana Guida 
In realtà, a stupirci siamo soltanto noi contemporanei ingannati dai ricordi scolastici e dalle letture di quelle sublimi poesie amorose che hanno creato nell’immaginario collettivo una falsa idea del romanticismo. Nella società europea dell’epoca, più che uno stile di vita, il romanticismo era soprattutto una moda raffinata che, in un certo senso, contribuiva semmai a rendere più stimolanti quelle trasgressioni che si sono sempre ripetute in tutte le stagioni. Al romanticismo ideale cantato dai poeti si opponeva insomma un romanticismo reale impastato di sbrigliate passioni, di raffinate dissolutezze, di adulteri e di giochi proibiti. La principessa del nord. La misteriosa vita della dama del Risorgimento: Cristina di Belgioioso Arrigo Petacco 

mercoledì 19 ottobre 2022

#AnniNOVANTA - Gerardina Trovato – Non È Un Film



  • Elisa
    Arranged By, Producer [Realized By], Keyboards – Celso Valli
    Lyrics By – G. Trovato
    Music By – A. Anastasio G. Felisatti
    Programmed By [Sounds and Computer] – Luca Bignardi 
Gerardina Trovato – Non È Un Film
Non è un film è un album della cantante italiana Gerardina Trovato, pubblicato su etichetta Sugar nel 1994.
Prodotto da Celso Valli, l'album contiene, oltre alla canzone omonima presentata al 44º Festival di Sanremo, contiene fra l'altro Vivere, cantata con Andrea Bocelli, e Insieme senza parole.
L'album, come il precedente intitolato Gerardina Trovato, è un successo: ottiene il disco di platino.
 
Etichetta:Sugar  – SGR 4411-2, RTI Music – SGR 4411-2
Formato:
CD, Album
Paese:Italy
Uscita:1994
Genere:Rock, Pop
Stile:Pop Rock 
  • Formazione
  • Gerardina Trovato – voce
  • Roberto Drovandi – basso
  • Paolo Gianolio – chitarra, basso
  • Luca Bignardi – programmazione
  • Sandro Comini – percussioni
  • Angelo Anastasio – chitarra acustica
  • Celso Valli – tastiera, pianoforte, fisarmonica
  • Alfredo Golino – batteria
  • Luca Orioli – tastiera, programmazione, pianoforte, organo Hammond, sintetizzatore
  • James Thompson – sax
  • Emanuela Cortesi, Aida Cooper, Luca Jurman – cori