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martedì 10 ottobre 2023

#Tratti e #Ritratti | #AlFemminile - Marina Cicogna. Una vita per il cinema, da cinema.

Marina Cicogna Mozzoni Volpi di Misurata è una produttrice cinematografica, fotografa, sceneggiatrice e attrice italiana.

Prima donna produttrice cinematografica in Europa, ha prodotto alcuni fra i più importanti film italiani del cinema d'autore (Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, di Elio Petri, vinse l'Oscar 1971 per il miglior film straniero).

  • Il New York Times l'ha descritta come "la prima grande produttrice cinematografica italiana" e "una delle donne più potenti del cinema europeo".

È nata a Roma, a Palazzo Volpi di Misurata (in Via del Quirinale), dal conte Cesare Cicogna Mozzoni e dalla contessa Annamaria Volpi di Misurata, appartenenti rispettivamente all'antico casato lombardo dei Cicogna Mozzoni e ai veneti Volpi di Misurata, in vario modo legati al cinema: il nonno era il conte Giuseppe Volpi, governatore della Tripolitania, presidente della Biennale di Venezia e, come tale, fondatore della Mostra del Cinema di Venezia (1932) tanto che da lui prende nome la Coppa Volpi; il padre co-produsse Ladri di biciclette nel 1948.

Esponente del jet set e della dolce vita romana degli anni sessanta che gravitava attorno a Via Vittorio Veneto, cresce tra Milano, Venezia e Cortina in un ambiente agiato e cosmopolita; proprio al Lido, quindicenne, conosce David O. Selznick, il produttore di Via col vento. Nel 1951 è tra i circa 1000 invitati dell'alta società internazionale - tra cui Salvador Dalì, Orson Welles, Christian Dior, Guy de Rothschild e l'Aga Khan III - al ballo in maschera ospitato da Carlos de Beistegui a Palazzo Labia, noto come "il party del secolo" e immortalato da Cecil Beaton per Life.

Dopo la separazione dei genitori consegue la maturità classica e frequenta il Sarah Lawrence College di New York, avendo come insegnante Marguerite Yourcenar, prima di optare per una scuola di fotografia. L'amicizia con la figlia di Jack Warner le schiude le porte di Hollywood, dove ha modo di conoscere, tra gli altri, Marilyn Monroe e Lauren Bacall sul set di Come sposare un milionario.

  • Nel 1967 diventa titolare, assieme al fratello minore Ascanio detto “Bino”, della casa di produzione e distribuzione Euro International Films, che sua madre aveva rilevato, immettendo nel mercato cinematografico italiano una grande quantità di film prodotti all'estero spesso da case indipendenti, a partire da L'uomo del banco dei pegni di Sidney Lumet. Si afferma in un mondo esclusivamente maschile con intuizioni vincenti, come l'acquisto di Helga (primo film sull'educazione sessuale distribuito al cinema) e di Bella di giorno di Luis Buñuel, su cui nessuno scommetteva - poi Leone d'oro a Venezia - per promuovere il quale organizza una grande festa a Ca' Vendramin.
  • La svolta come produttrice arriva con Metti, una sera a cena (1969) di Giuseppe Patroni Griffi, da lei fortemente voluto contro lo scetticismo della stessa Euro. Seguono film come C'era una volta il West di Sergio Leone, Teorema e Medea di Pier Paolo Pasolini, Uomini contro di Francesco Rosi, Anonimo veneziano di Enrico Maria Salerno, Mimì metallurgico ferito nell'onore di Lina Wertmüller, Fratello sole, sorella luna di Franco Zeffirelli e soprattutto Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri che, al netto di furiose polemiche politiche, vince il Premio Oscar 1971 per il miglior film straniero.
  • Di ritorno in Italia, le viene offerta la presidenza di Italia Cinema (2002). È presidente onorario dell'Accademia Internazionale d'Arte di Ischia.
  • Nel 2021 è protagonista del documentario Marina Cicogna - La vita e tutto il resto di Andrea Bettinetti, in cui ripercorre le tappe della propria vita.
  • Nel 2023 scrive con Sara D'Ascenzo la propria autobiografia intitolata "Ancora spero. Una storia di vita e di cinema" e riceve il Premio alla carriera nel corso della 68ª edizione dei David di Donatello.
  • Dichiaratamente bisessuale, ebbe flirt con Alain Delon, Warren Beatty e Farley Granger ma fu anche la compagna di vita per oltre vent'anni dell'attrice Florinda Bolkan (da lei stessa scoperta). Da oltre trent'anni è legata a Benedetta Gardona, che ha adottato.
  • La rivista statunitense Vanity Fair l'ha inserita nella sua International Best-Dressed Hall of Fame List (la lista delle personalità meglio vestite al mondo) per l'anno 2010.
  • All'età di 83 anni ha posato per Gucci come testimonial, insieme ad altre modelle, della campagna Cruise Resort 2018. it.wikipedia.org
Riconoscimenti
David di Donatello
  • 1970 – Miglior film per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
  • 2023 – David alla carriera
Nastro d'argento
  • 1971 – Candidatura Miglior produttore per Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
  • 2014 – Nastro d'argento alla carriera
Ciak d'oro
  • 2012 – Ciak d'oro alla carriera
Taormina Film Fest
  • 2014 – Taormina Arte Award
Capri, Hollywood - The International Film Festival
  • 2019 – Friend of Capri
Ischia Global Film & Music Festival
  • 2020 – Chiavi di Ischia
Filming Italy Los Angeles
  • 2022 – Filming Italy Los Angeles Best Documentary Award per Marina Cicogna - La vita e tutto il resto
Filming Italy Best Movie Award
  • 2022 – Menzione speciale per Marina Cicogna - La vita e tutto il resto
Torino Film Festival
  • 2022 – Premio Speciale Fondazione CRT

giovedì 16 febbraio 2023

“Se sei attraente non hai bisogno di recitare.” - Raquel Welch

Raquel Welch, pseudonimo di Jo Raquel Tejada (Chicago, 5 settembre 1940 – Los Angeles, 15 febbraio 2023, è stata un'attrice e modella statunitense.

Considerata tra le più grandi sex symbol del cinema hollywoodiano tra gli anni sessanta e settanta, la Welch nel tempo è riuscita a farsi apprezzare anche come attrice in ruoli più seri, tanto da guadagnarsi due nomination ai Golden Globe, vincendolo nel 1975 come migliore attrice in un film commedia o musicale per il ruolo di Costanza Bonacieux ne I tre moschettieri.

La Welch esordì come attrice a 24 anni, in piccole parti, nel 1964 nei film Madame P... e le sue ragazze di Russell Rouse, con protagonisti Shelley Winters e Robert Taylor, e al fianco di Elvis Presley in Il cantante del luna park di John Rich, ma dopo alcune esperienze televisive, come Il virginiano e Vita da strega, sempre del 1964, entrò prepotentemente nell'immaginario delle generazioni degli anni sessanta per il ruolo della prosperosa Loana in Un milione di anni fa di Don Chaffey. Il manifesto del film, uscito nel 1966, con il primo piano dell'attrice in un provocante bikini in pelle, è divenuto un cult e la Welch si affermò subito come sex symbol, ulteriormente esaltato dalle sue apparizioni in Fathom: bella, intrepida e spia (1967) di Leslie H. Martinson, accanto ad Anthony Franciosa, e Il mio amico il diavolo (1967) di Stanley Donen, con protagonisti Dudley Moore e Peter Cook. Sempre nel 1966 recitò nel fortunato film di fantascienza Viaggio allucinante di Richard Fleischer, con protagonista Stephen Boyd, interpretandone l'unico personaggio femminile.

La prorompente bellezza dell'attrice, che tuttavia col tempo divenne anche il suo limite, e la sua notorietà la portarono presto ad affrontare vari generi cinematografici: la commedia, come Spara forte, più forte... non capisco! (1966) di Eduardo De Filippo, Le fate (1966) di Mauro Bolognini e Colpo grosso alla napoletana (1968) di Ken Annakin, il poliziesco, come La signora nel cemento (1968) di Gordon Douglas e L'implacabile omicida (1969) di James Neilson, e il western, nel quale spiccano Bandolero! (1968) di Andrew V. McLaglen, ove affiancò Dean Martin e James Stewart, e La texana e i fratelli Penitenza (1971) di Burt Kennedy. wikipedia

  • Riconoscimenti
  • Golden Globe
  • 1975 – Migliore attrice in un film commedia o musicale per I tre moschettieri
  • 1988 – Candidatura alla miglior attrice in una mini-serie o film per la televisione per Quando morire
  • Razzie Awards
  • 1998 – Candidatura alla migliore attrice non protagonista per L'inventore pazzo
  • Hollywood Walk of Fame
  • 1993 – Stella 

sabato 14 gennaio 2023

STORIE SENZA TEMPO, le opere che hanno rivoluzionato l'universo femminile.

 Una collezione unica che rende omaggio ai romanzi che parlano di noi.

Cime Tempestose, Jane Eyre, Orgoglio e Pregiudizio, Piccole Donne, Ragione e Sentimento o Madame Bovary sono solo alcune di quelle che possiamo chiamare Storie Senza Tempo, grandi storie scritte molti anni fa che ad oggi continuano a essere lette con lo stesso entusiasmo e continuano ad emozionare le nuove generazioni.

Ma, oltre ad essere grandi classici della letteratura, questi racconti hanno un altro denominatore comune: sono molto più audaci di quanto una prima impressione possa portare a pensare.

- Perchè Piccole Donne è all'avanguardia?

- Perché Orgoglio e Pregiudizio ha più a che fare con il presente che con il passato?

- Quale messaggio ispiratore troviamo nelle pagine di Jane Eyre che è ancora valido nel XXI secolo?

Perché queste storie che sembrano così classiche sono in realtà così audacemente moderne?

La risposta è molto semplice: perché in tutti questi romanzi le protagoniste sono donne che ci parlano della libertà di decidere e dell'importanza di essere se stesse.

Donne orgogliose di esserlo e che rivendicano i loro diritti e il loro ruolo nella società.

Solo questa collezione ci offre la migliore selezione dei romanzi che hanno rivoluzionato l'universo femminile.

Inoltre la collezione è un gioiello in sé, una spettacolare edizione di lusso in cui la copertina prende il ruolo di protagonista e trasforma ogni libro in un oggetto prezioso.

Ispirata alla collezione Cranford*, gioiello della letteratura vittoriana, questa edizione recupera le splendide copertine illustrate e reinterpreta i suoi motivi naturalistici a colori e con lussuose stampe in oro.

* Alla fine del XIX secolo la casa editrice britannica Macmillan pubblicò la collezione Cranford, una serie di libri splendidamente rilegati, concepiti per la prima volta come oggetto da regalare. I lussureggianti motivi naturalistici che decoravano le loro copertine sono stati commissionati ad alcuni dei migliori illustratori dell'epoca.

Collana composta da 70* uscite; il giorno di uscita in edicola è il sabato. La periodicità è quattordicinale fino alla quarta uscita, in seguito diventa settimanale. Il prezzo della prima uscita è di € 2,99; il prezzo delle uscite successive è di € 12.

  1. 1a uscita: Orgoglio e pregiudizio - Jane Austen - 14/01/23
  2. 2a uscita: Cime tempestose - Emily Brontë - 28/01/23
  3. 3a uscita: Piccole donne - Louise May Alcott - 11/02/23
  4. 4a uscita: Jane Eyre - Charlotte Brontë - 25/02/23
  5. 5a uscita: Ragione e sentimento - Jane Austen - 11/03/23
  6. 6a uscita: Emma - Jane Austen - 18/03/23
  7. 7a uscita: L'età dell'innocenza - Edith Wharton - 25/03/23
  8. 8a uscita: Madame Bovary - Gustave Flaubert - 01/04/23
  9. 9a uscita: L'Abbazia di Northanger - Jane Austen - 08/04/23
  10. 10a uscita: Persuasione - Edith Wharton - 15/04/23
  11. 11a uscita: La casa della gioia - Jane Austen - 22/04/23
  12. 12a uscita: Piccole donne crescono - Louise May Alcott - 29/04/23
  13. 13a uscita: La lettera scarlatta - Nathaniel Hawthorne - 06/05/23
  14. 14a uscita: Il professore - Charlotte Brontë - 13/05/23
  15. 15a uscita: Ana Karenina I - Lev Tolstói - 20/05/23
  16. 16a uscita: Ana Karenina II - Lev Tolstói - 27/05/23
  17. 17a uscita: Mansfield Park - Jane Austen - 03/06/23
  18. 18a uscita: Agnes Grey - Ann Brontë - 10/06/23
  19. 19a uscita: Via dalla pazza folla - Thomas Hardy - 17/06/23
  20. 20a uscita: La fiera delle vanità I - William Makepeace Thackeray - 24/06/23
  21. 21a uscita: La fiera delle vanità II - William Makepeace Thackeray - 01/07/23
  22. 22a uscita: Le relazioni pericolose - Pierre Chordelos de Laclos - 08/07/23
  23. 23a uscita: La signora delle camelie - Alexandre Dumas - 15/07/23
  24. 24a uscita: Washington Square - Henry James - 22/07/23
  25. 25a uscita: Una ghirlanda per ragazze - Louisa May Alcott - 29/07/23
  26. 26a uscita: Ritratto di signora I - Henry James - 05/08/23
  27. 27a uscita: Ritratto di signora II - Henry James - 12/08/23
  28. 28a uscita: Lady Susan. I Watson. Sanditon - Jane Austen - 19/08/23
  29. 29a uscita: La signora di Wildfell Hall - Ann Brönte - 26/08/23
  30. 30a uscita: Tess dei d'Urberville - Thomas Hardy - 02/09/23
  31. 31a uscita: La ricompensa di una madre - Edith Wharton - 09/09/23
  32. 32a uscita: Moll Flanders - Daniel Defoe - 16/09/23
  33. 33a uscita: Le ali della colomba - Henry James - 23/09/23
  34. 34a uscita: L'usanza del paese - Edith Wharton - 30/09/23
  35. 35a uscita: Il risveglio - Kate Choplin - 07/10/23
  36. 36a uscita: Juvenilia - Jane Austen - 14/10/23
  37. 37a uscita: Middlemarch I - George Eliott - 21/10/23
  38. 38a uscita: Middlemarch II - George Eliott - 28/10/23
  39. 39a uscita: Nanon - George Sand - 04/11/23
  40. 40a uscita: Gli ambasciatori - Henry James - 11/11/23
  41. 41a uscita: Cranford - Elizabeth Gaskell - 18/11/23
  42. 42a uscita: Sotto gli alberi - Thomas Hardy - 25/11/23
  43. 43a uscita: Estate - Edith Wharton - 02/12/23
  44. 44a uscita: Indiana - George Sand - 09/12/23
  45. 45a uscita: Le bostoniane - Henry James - 16/12/23
  46. 46a uscita: Silas Marner - George Eliot - 23/12/23
  47. 47a uscita: La coppa d'oro I - Henry James - 30/12/23
  48. 48a uscita: La coppa d'oro II - Henry James - 06/01/24
  49. 49a uscita: Il sonno del crepuscolo - Edith Wharton - 13/01/24
  50. 50a uscita: Una coppia quasi perfetta - Emily Eden - 20/01/24
  51. 51a uscita: Raggi di luna - Edith Wharton - 27/01/24
  52. 52a uscita: Il segreto di Lady Audley - Mary Elizabeth Braddon - 03/02/24
  53. 53a uscita: Il mulino sulla floss - George Eliot - 10/02/24
  54. 54a uscita: Mary Barton - Elizabeth Gaskell - 17/02/24
  55. 55a uscita: Evelina - Fanny Burney - 24/02/24
  56. 56a uscita: La piccola Fadette - George Sand - 02/03/24
  57. 57a uscita: Una casa quasi perfetta - Emily Eden - 09/03/24
  58. 58a uscita: Shirley I - Charlotte Brontë - 16/03/24
  59. 59a uscita: Shirley II - Charlotte Brontë - 23/03/24
  60. 60a uscita: Lady Roxana - Daniel Defoe - 30/03/24
  61. 61a uscita: Effie Briest - Theodor Fontane - 06/04/24
  62. 62a uscita: La scogliera - Edith Wharton - 13/04/24
  63. 63a uscita: Due sulla torre - Thomas Hardy - 20/04/24
  64. 64a uscita: Una nobile donna - Frances Hodgson Burnett - 27/04/24
  65. 65a uscita: Mutevoli umori - Louisa May Alcott - 04/05/24
  66. 66a uscita: la Ragazza delle storie - Lucy Maud Montgomery - 11/05/24
  67. 67a uscita: Ruth - Elizabeth Gaskell - 18/05/24
  68. 68a uscita: Nel bosco - Thomas Hardy - 25/05/24
  69. 69a uscita: Nord e sud - Elizabeth Gaskell - 01/06/24
  70. 70a uscita: Fantasia - Matilde Serao - 08/06/24



martedì 1 novembre 2022

...e per questo siamo pagine, Siamo storia e geografia, Storia in una fotografia... - Ornella Vanoni – Una Bellissima Ragazza

 Ornella Vanoni – Una Bellissima Ragazza

Ornella Vanoni-Una Bellissima Ragazza copertina album


Etichetta:Epic – 88697130812, Sony BMG Music Entertainment – 88697130812
Formato:
CD, Album
Paese:Italy
Uscita:2007
Genere:Pop
Stile:Ballad, Europop, Vocal 
 
mi chiamo e non mi rispondo
mai io con te mi ritrovo sempre
io con te l'amore che si sente
nel cuore e nella mente cercandoti
Io Con Te
Arranged By, Grand Piano, Keyboards, Programmed By – Bob Benozzo 
Bass – Alfredo Paixau
Conductor – Luigi Lombardi D'Aquino
Drums – Lele Melotti
Guitar – Giorgio Secco
Lyrics By – Grazia Di Michele
Music By – Tony Bungaro 
Orchestrated By – Gianfranco Lombardi
E per questo siamo pagine
Siamo storia e geografia
Storia in una fotografia

Le vedi, lontano
Le rondini, ancora tornare
E in alto nel cielo
D'improvviso planare
Pagine
Arranged By, Grand Piano, Keyboards, Programmed By – Nicolò Fragile
Bass – Cesare Chiodo
Conductor – Luigi Lombardi D'Aquino
Drums – Lele Melotti
Guitar – Giorgio Secco
Lyrics By – Ornella Vanoni, Pino Romanelli
Music By – Tony Bungaro
Orchestrated By – Gianfranco Lombardi
Una bellissima ragazza, pubblicato nel 2007, 
è un album della cantante italiana Ornella Vanoni. 
L'album ha ricevuto il Premio Lunezia 
per il valore artistico e letterario.
E del mio cuore cosa ne faccio
Di quest'umida perla sono la conchiglia
Su questa barca piccina
Che ha visto l'alto mare
E chiede di tornare
E Del Mio Cuore
Arranged By [Grand Piano], Keyboards, Programmed By – Danilo Ballo
Bass – Alfredo Paixau
Conductor – Luigi Lombardi D'Aquino
Drums – Lele Melotti
Guitar – Giorgio Secco
Harmonica – Bruno De Filippi
Lyrics By – Gino Pacifico, Ornella Vanoni
Music By – Gino Pacifico
Orchestrated By – Gianfranco Lombardi
Voice – Camilla Ardenzi

domenica 30 ottobre 2022

"La metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell'altra." Jane Austen

Jane Austen è stata una scrittrice britannica, figura di spicco della narrativa neoclassica, e una delle autrici più celebri e conosciute del panorama letterario del Regno Unito e mondiale. Figlia del pastore anglicano George Austen e di Cassandra Leigh, Jane Austen nacque in un piccolo villaggio nel sud dell'Inghilterra. Penultima di otto figli, sei maschi e due femmine (James, George, Edward, Henry Thomas, Francis William, Charles John, Jane e Cassandra Elizabeth), fu legata particolarmente alla sorella Cassandra (che, come l'autrice, non si sposerà mai), con la quale intrattenne una fitta corrispondenza andata per la maggior parte distrutta. Cassandra, oltre che sua sorella, era anche la sua migliore amica. Jane trascorse il primo anno della sua vita insieme a una balia, come era uso per l'epoca. Crebbe in un ambiente vivace e culturalmente stimolante; il padre si occupò personalmente della sua istruzione, insegnandole il francese e le basi della lingua italiana, e contribuì alla sua crescita letteraria grazie ad una collezione di libri che contava circa cinquecento volumi. Nel 1783, secondo le consuetudini familiari, Jane e Cassandra andarono a Oxford e in seguito a Southampton per approfondire la loro istruzione insieme a Mrs. Ann Cawley. Dal 1785 al 1786 le due sorelle frequentarono la Abbey School di Reading e tornarono a casa nel dicembre di quell'anno.

Tra il 1787 e il 1793 Jane Austen scrisse i suoi Juvenilia, tre raccolte, dai toni umoristici o gotici, di racconti, poesie, bozze di romanzi e parodie che emulavano la letteratura dell'epoca e che erano scritti per divertire la ristretta cerchia di conoscenti. Tutti i brani sono infatti dedicati ad amici e parenti ad eccezione di Edgar ed Emma. Amore e amicizia, il più famoso tra gli Juvenilia, è una parodia in forma epistolare dei racconti romantici; le protagoniste (Laura, Isabel e Marianne) descrivono per corrispondenza le proprie emozioni amorose con toni forti e violenti dimenticando il decoro e il buon senso. La Austen tratterà approfonditamente questo tema pochi anni dopo col personaggio di Marianne Dashwood in Ragione e sentimento. Nel dicembre del 1795 Jane Austen conobbe Thomas Langlois Lefroy, il nipote di alcuni vicini di Steventon, per il quale iniziò a provare un attaccamento; la famiglia Lefroy ritenne la figlia del reverendo Austen inadeguata socialmente per il giovane Tom e decise di allontanarlo da Steventon già nel gennaio del 1796. Data la dipendenza economica del giovane Lefroy dal prozio che si occupava dei suoi studi per indirizzarlo all'attività legale, il matrimonio fu così impossibile.

Tra il 1795 e il 1799 Jane Austen iniziò la stesura di quelli che diventeranno i suoi lavori più celebri: Prime impressioni, prima bozza di Orgoglio e pregiudizio, ed Elinor e Marianne che divenne Ragione e sentimento. Nel 1795 lavorò anche a un racconto epistolare, Lady Susan, e scrisse, appunto, il suo primo romanzo Elinor e Marianne. Nel 1796 iniziò a lavorare al suo secondo romanzo Prime impressioni, terminato nell'agosto del 1797 all'età di soli 21 anni.

Pur vivendo nel periodo delle guerre napoleoniche, la Austen non tratta mai nei suoi romanzi gli avvenimenti bellici. Le milizie di passaggio sono sullo sfondo degli eventi a lei più cari: le cerchie ristrette della provincia, le storie d'amore e la vita quotidiana. Con ironia e arguzia illustra i personaggi che popolano la campagna inglese e che influenzano il sogno di felicità matrimoniale delle sue eroine. Le donne sono il fulcro fondamentale di ogni romanzo, facendo di Jane Austen "una delle prime scrittrici a dedicare l'intero suo lavoro all'analisi dell'universo femminile" o, con le parole di Virginia Woolf, "l'artista più perfetta tra le donne". Ma l'ironia di Jane Austen non risparmia nemmeno le sue eroine, di cui descrive pregi e difetti in maniera implacabile. Attraverso poche battute sarcastiche il lettore inquadra i personaggi senza la necessità di lunghe dissertazioni. Le donne devono possedere virtù come la moderazione e il buon senso che vincono sulla spontaneità e la passione, come dimostra il diverso destino che la Austen riserva alla ragionevole Elinor e all'impetuosa Marianne in Ragione e sentimento. La timida Fanny Price di Mansfield Park e la remissiva Anne Elliot di Persuasione attendono pazientemente il loro momento conquistando l'amore. Ma anche Elizabeth Bennet coi suoi pregiudizi, la viziata Emma Woodhouse e la sognatrice Catherine Morland maturano e capiscono l'importanza della riflessione giungendo al, sempre presente, matrimonio desiderato.

"Allora," osservò Elizabeth, "il suo concetto di donna istruita deve comprendere capacità non comuni." "Appunto, capacità non comuni."

"Oh, si capisce!" esclamò la sua [di Darcy] fedele sostenitrice [Caroline Bingley]; "non si può stimare veramente istruita una persona che non superi di molto la media. Una donna deve conoscere a fondo la musica, il canto, il disegno, la danza e le lingue moderne, per meritare questo attributo; e oltre a tutto ciò, deve avere un certo non so che nell'aspetto e nell'andatura, nel tono di voce, nel modo di esprimersi e di rivolgere la parola, altrimenti l'aggettivo sarà meritato soltanto per metà."

Orgoglio e pregiudizio, capitolo 8.

Becoming Jane - Il ritratto di una donna (Becoming Jane) è un film del 2007 diretto da Julian Jarrold. Film biografico che racconta i primi anni della celebre autrice Jane Austen, interpretata da Anne Hathaway, e incentrato sul suo rapporto con Thomas Langlois Lefroy, interpretato da James McAvoy.

Jane Austen a Manhattan (Jane Austen in Manhattan) è un film del 1980 diretto da James Ivory. Il film ha segnato il debutto cinematografico di Sean Young.

Ragione e sentimento (Sense and Sensibility) è un film del 1995 diretto da Ang Lee, con Kate Winslet, Alan Rickman, Emma Thompson, Hugh Grant e Robert Hardy, vincitore del Golden Globe come miglior film drammatico del 1995 e l'Orso d'Oro al Festival di Berlino del 1996. Il film vince inoltre il Premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale nel 1996 (il premio va ad Emma Thompson). La pellicola è tratta dall'omonimo romanzo di Jane Austen. Nella colonna sonora, Jane Eaglen canta in due brani.

  • 1996 - Premio Oscar
  • Miglior sceneggiatura non originale a Emma Thompson
  • Nomination Miglior film a Lindsay Doran
  • Nomination Migliore attrice protagonista a Emma Thompson
  • Nomination Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
  • Nomination Migliori costumi a Jenny Beavan e John Bright
  • Nomination Migliore fotografia a Michael Coulter
  • Nomination Miglior colonna sonora a Patrick Doyle
  • 1996 - Golden Globe
  • Miglior film drammatico
  • Migliore sceneggiatura a Emma Thompson
  • Nomination Migliore regia a Ang Lee
  • Nomination Migliore attrice in un film drammatico a Emma Thompson
  • Nomination Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
  • Nomination Miglior colonna sonora a Patrick Doyle
  • 1996 - Premio BAFTA
  • Miglior film a Lindsay Doran e Ang Lee
  • Miglior attrice protagonista a Emma Thompson
  • Miglior attrice non protagonista a Kate Winslet
  • Nomination Migliore regia a Ang Lee
  • Nomination Miglior attore non protagonista a Alan Rickman
  • Nomination Miglior attrice non protagonista a Elizabeth Spriggs
  • Nomination Miglior sceneggiatura non originale a Emma Thompson
  • Nomination Migliori costumi a Jenny Beavan e John Bright
  • Nomination Migliore fotografia a Michael Coulter
  • Nomination Migliore scenografia a Luciana Arrighi
  • Nomination Miglior trucco a Morag Ross e Jan Archibald
  • Nomination Miglior colonna sonora a Patrick Doyle

lunedì 3 ottobre 2022

#STORIEalFEMMINILE - Sacheen Littlefeather, nota in italiano come Piccola Piuma

Sacheen Littlefeather, nota in italiano come Piccola Piuma, pseudonimo di Marie Louise Cruz è stata un'attrice e attivista statunitense. 

Il 23 marzo 1973 è salita sul palco del Dorothy Chandler Pavilion per ritirare l'Oscar al miglior attore vinto da Marlon Brando per Il padrino. Per l'occasione l'attore scrisse un discorso di otto pagine, ma il produttore Howard Koch impedì di leggerlo per intero, informando che Littlefeather avrebbe avuto solamente un minuto. Nel suo discorso si presentò come apache, criticando la rappresentazione dei nativi americani da parte di Hollywood e citando l'incidente di Wounded Knee. 

Prima di acquisire notorietà durante la notte degli Oscar, ha posato come modella per la rivista Playboy. Negli anni 1980 ha partecipato a campagne per la lotta all'AIDS, causa di morte del fratello. wikipedia.org  

QUANDO SACHEEN LITTLEFEATHER BARATTÒ LA SUA LIBERTÀ PER LA LIBERTÀ. di Mattia Persico“Buonasera. Mi chiamo Sacheen Littlefeather. Sono Apache e sono il presidente del National Native American Affirmative Image Committee. Sono qui questa sera in rappresentanza di Marlon Brando, che mi ha chiesto di dirvi, in un lungo discorso che non posso condividere con voi al momento, a causa del tempo, ma sarò lieta di condividere con la stampa in seguito, che con molto dispiacere lui non può accettare questo premio. Le ragioni di ciò, sono il trattamento riservato agli Indiani d’America nell’industria cinematografica e in televisione. […]” “Per duecento anni abbiamo detto agli Indiani che si battevano per la loro terra, le loro famiglie e il loro diritto di essere liberi: ‘deponete le armi, amici, e vivremo insieme’. Quando loro hanno deposto le armi, li abbiamo uccisi. Abbiamo mentito, li abbiamo privati delle loro terre. Li abbiamo costretti a firmare accordi fraudolenti che abbiamo chiamato ‘trattati’ e che non abbiamo mai mantenuto. Li abbiamo trasformati in mendicanti in un continente che ha dato loro la vita […]”

Cinquant’anni dopo l’Academy chiede scusa a Sacheen Littlefeather - Nel suo discorso del 1973 Sacheen Littlefeather, che era la prima donna nativa americana a salire sul palco dell’Academy, si era presentata come presidente della National native american affirmative image, e anche se le avevano concesso solo sessanta secondi per dire il testo – molto più lungo – del suo discorso, era riuscita a sollevare le questioni importanti di razzismo, violenza, emarginazione che i nativi subivano e continuano a subire, portando l’attenzione su quanto stava accadendo a Wounded Knee, dove i nativi avevano occupato simbolicamente la cittadina del sud Dakota negli stessi luoghi in cui nel 1890 la cavalleria americana aveva massacrato i loro avi chiedendo il rispetto dei trattati, la fine delle aggressioni al popolo indiano, dello sfruttamento dei territori. Accusati di terrorismo erano stati repressi con durezza da esercito americano e federali.


Sacheen Littlefeather - #unadonnalgiorno - Mi chiamo Sacheen Littlefeather. Sono Apache e sono la presidente del National Native American Affirmative Image Committee. Sono qui questa sera in rappresentanza di Marlon Brando, che mi ha chiesto di dirvi, in un lungo discorso che non posso condividere con voi al momento, a causa del tempo, ma sarò lieta di condividere con la stampa in seguito, che con molto dispiacere lui non può accettare questo premio. Il motivo è il trattamento riservato agli Indiani d’America nell’industria cinematografica e in televisione.
Questo breve discorso ha segnato uno dei momenti più importanti nella storia del cinema per la lotta contro le minoranze. A tenerlo è stata Sacheen Littlefeather, attivista per i diritti civili delle popolazioni native, alla cerimonia degli Oscar del 1973, quando rifiutò, al posto di Marlon Brando il premio come miglior attore per Il Padrino, come forma di protesta contro la rappresentazione dei nativi americani a Hollywood. Nata col nome di Marie Louise Cruz il 14 novembre 1946 a Salinas, in California, da padre nativo americano (Apache e Yaqui) e madre statunitense di origine europea che, dall’Arizona si erano trasferiti in California, perché le coppie di razza mista erano allora illegali in quello stato. Venne allevata dai nonni materni seguendo i dettami della religione cattolica e, avendo subito non poche discriminazioni per le sue origini, molto giovane, ha iniziato il suo attivismo prendendo il nome Sacheen Littlefeather. Nel 1969, è entrata a far parte degli Indians of All Tribes e partecipato all’occupazione di Alcatraz. Grazie a una borsa di studio, ha studiato recitazione cominciando a lavorare per la radio e la televisione e fu così che conobbe Marlon Brando con cui collaborò nell’American Indian Movement (AIM). John Wayne venne trattenuto da varie persone che gli evitarono di salire sul palco per cacciarla con la forza. La sua carriera venne stroncata sul nascere, la ragazza che all’epoca era una giovane attrice in erba, finì per trovarsi tutte le porte chiuse in faccia ad Hollywood, mentre i media arrivarono addirittura ad accusarla di essere una finta Nativa Americana scelta per recitarne il ruolo. Dopo gli Academy Awards, Sacheen Littlefeather andò a trovare Marlon Brando a casa e venne ferita da vari colpi di pistola sparati davanti alla porta d’ingresso, provocandole il collasso dei polmoni. Dopo essersi ripresa ha studiato medicina e nutrizione, ha vissuto per qualche tempo in Europa, per poi insegnare al St. Mary’s Hospital di Tucson, in Arizona. Ha anche a lavorato con l’Institute of American Indian Arts di Santa Fe. Nel 1979 ha co-fondato il National American Indian Performing Arts Registry, che in seguito ha aiutato diversi attori a partecipare alla produzione di Balla coi lupi.  Ha prodotto vari film e spettacoli sulle persone native americane, condiviso un Emmy Award come consulente per Danza in America. Nel 2009, ha preso parte con la sua testimonianza al documentario Reel Injun

lunedì 12 settembre 2022

#AnniOTTANTA - Loredana Bertè - Loredanaberte'

 Loredana Bertè – Loredanaberte'

Loredana Bertè-Loredanaberte' copertina album
Piuttosto che tornare giù Per dirsi non si vola più E respirare... In alto mare Bass – Dino Kappa Drums – Walter Calloni Guitar – Mario Lavezzi Keyboards – Stefano Pulga Lyricon – Claudio Pascoli Percussion – Rosario Jermano Written-By – Daniele Pace, Lavezzi, Avogadro
  • Io Resto Senza Vento
  • Bass – Dino Kappa
  • Drums – Walter Calloni
  • Guitar – Kelvin Bullen, Pino Daniele, Pino Daniele
  • Keyboards – Stefano Pulga
  • Written-By – Avogadro , Jermano 
LoredanabertE' è il quinto album musicale della cantante italiana Loredana Bertè, pubblicato il 16 aprile 1980.
È stato prodotto da Mario Lavezzi (all'epoca compagno della Bertè e suo produttore abituale) per la CGD, arrangiato da Tony Mimms e mixato da Chris Jenkins; la registrazione avvenne negli Stone Castle Studios di Carimate fra febbraio e marzo del 1980. È il disco della svolta funky per la Bertè, dopo le sonorità reggae dell'album Bandabertè (1979).
La maggior parte dei brani fu composta da Oscar Avogadro e da Mario Lavezzi, come nei precedenti album della cantante; Daniele Pace, altro storico autore della Bertè, scrisse con Avogadro il testo del singolo In alto mare. Tra gli autori è presente anche Pino Daniele, che firma il brano Un po' di tutto e la musica di Buongiorno anche a te; parteciparono alla scrittura delle musiche anche Ron (Diverse libertà) e Alberto Radius (Prima o poi e Bongo Bongo). L'album rappresentò l'esordio della pluriennale collaborazione della Berté con quella che diventerà la sua storica corista Aida Cooper.
In alto mare fu l'unico singolo estratto dall'album e venne presentato fuori concorso al Festivalbar, diventando rapidamente una delle hit di quell'anno, arrivando all'ottava posizione in classifica con più di 200.000 copie vendute; il genere funky è proposto anche nei brani Prima o poi e Io resto senza vento, mentre Bongo Bongo riprende le sonorità reggae dell'album precedente.
L'album è stato ristampato su CD nel 1997.
Nel 2004 il ritornello di In alto mare fu utilizzata dai 2 Black nel brano Waves of Luv, rinnovandone la popolarità. it.wikipedia.org
Etichetta:CGD – CGD 20209
Formato:
Vinile, LP, Album
Paese:Italy
Uscita:1980
Genere:RockFunk / SoulPop
Stile:ChansonPop RockDiscoFunk
La copertina, ideata da Romeo Borzini che ne curò anche il progetto grafico, vede un primissimo piano degli occhi della cantante con in testa un cappello su cui è dipinto un paesaggio (Il cappello, acrilico su tela, 1979), opera dello stesso Borzini; la foto è di Michel Roi.

mercoledì 24 agosto 2022

#alTempoNelTempo │1993 - The Girlie Show tour

The Girlie Show è stato il quarto tour di concerti della cantautrice statunitense Madonna, a supporto del suo quinto album in studio, Erotica.

Il tour prende il nome da una tela a olio del 1941 del pittore statunitense Edward Hopper, intitolata appunto The Girlie Show. Madonna portò il suo tour in America, Europa, Asia e Oceania, toccando per la prima volta nella sua carriera anche paesi quali Turchia, Israele e Australia.

La tournée fu un notevole successo mondiale, incassando circa 70 milioni di dollari. Per i concerti londinesi vennero venduti trentamila biglietti in appena 10 minuti registrando, alla fine, il tutto esaurito in entrambe le date.

Il direttore artistico, Christopher Ciccone, ha diviso il concerto in tre atti più un encore: Dominatrix, ispirato al BDSM ma anche con influenze indiane, Studio 54, che ha come tema le discoteche anni '70, Weimar Cabaret, che comprende un omaggio a Marlene Dietrich e dei numeri stile burlesque, e infine l' Encore.

Lo spettacolo inizia con il suono di una fanfara circense al termine della quale, da dietro una tenda rossa appare Pierrot, che farà diverse brevi apparizioni durante tutto lo spettacolo. Vicino a Pierrot una ballerina a seno nudo introduce l'esibizione di Madonna ballando su un lungo palo. Madonna, vestita con un abito da dominatrice, entra in scena su una piattaforma illuminata facendo oscillare una frusta mentre canta in playback Erotica . Alla fine della canzone Madonna si spoglia del suo gilet, della maschera e dei guanti mentre partono le note di Fever nella quale la cantante balla in modo allusivo con due ballerini che indossano solo un paio di slip neri, prima di scomparire, alla fine della esibizione, insieme ai ballerini tra le fiamme. Segue una intro a tema India, al termine della quale Madonna e i ballerini eseguono Vogue con degli abiti in stile indù. L'ultima canzone di questa sezione è Rain, che termina con un intervallo di danza tra le note di Singing in the Rain.

Si apre la seconda parte dello spettacolo. Madonna scende dal tetto su una gigantesca strobosfera indossando una parrucca afro bionda (ispirata al film Venere bionda del 1932 in cui recita Marlene Dietrich) e cantando Express Yourself, durante la quale lei e le coriste riproducono l'ambientazione di una discoteca anni settanta, e Deeper and Deeper, al termine della quale Madonna si toglie la parrucca e lei e i suoi ballerini simulano un'orgia. Seguono Why's It So Hard e In This Life , dedicata ai suoi amici Martin Burgoyne e Christopher Flynn, scomparsi pochi anni prima a causa dell'AIDS. Alla fine di In this Life riappare la figura di Pierrot.

Nel secondo intermezzo, tra le note di The Beast Within, i ballerini mettono in scena un ballo apocalittico con varie allusioni erotiche, al termine del quale inizia una versione completamente irriconoscibile di Like a Virgin, interpretata da Madonna come omaggio diretto alla scomparsa Marlene Dietrich, morta nel maggio del 1992. La canzone venne rallentata e cantata con un voluto accento tedesco, concludendosi con un accenno del cavallo di battaglia dell'attrice morta, Falling in love again tratto dal film Venere bionda del 1932.

Dopo Bye Bye Baby in cui Madonna si esibisce con le coriste in uno spettacolo burlesque e l'ispanica I'm going Bananas, tratta dall'album I'm Breathless, Madonna canta La Isla Bonita affiancata sul palco dal chitarrista Paul Pesco. In seguito Madonna esegue Holiday vestita in abiti militari con alle spalle una gigantesca bandiera americana.

Per l'encore, Madonna e i suoi ballerini tornano sul palco in abiti vittoriani ed eseguono Justify My Love, con uno sfondo a scacchiera. Quando il brano termina, il sipario cala e si può udire una outro. Successivamente il sipario si rialza, mentre l'artista canta un brevissimo frammento di Everybody Is a Star, per poi eseguire una nuova versione di Everybody. Al termine di quest'ultima, Pierrot appare sul palco e rivela che in realtà non è altro che Madonna stessa, riprendendo la frase "Everybody is a star" (Ognuno è una stella) e chiudendo lo show.

  • Scaletta
  • The Girlie Theme (Intro)
  • Erotica
  • Fever
  • Vogue

  • Rain (contiene elementi di Just My Immagination e Singin' in the Rain)
  • Express Yourself
  • Deeper and Deeper (contiene elementi di It Takes Two e Love to Love You Baby)
  • Why's It So Hard
  • In This Life
  • The Beast Within (interludio ballato)
  • Like a Virgin (contiene elementi di Falling in Love Again)
  • Bye Bye Baby
  • I'm Going Bananas
  • La Isla Bonita
  • Holiday (contiene elementi di Holiday for Calliope)
  • Justify My Love (Orbit Mix) [Encore]
  • Everybody Is a Star / Everybody (Encore, contiene elementi di Dance to the Music e After the Dance)
  • The Girlie Theme (Outro)
  • Artisti d’apertura
  • La seguente lista rappresenta il numero correlato agli artisti d'apertura nella tabella delle date del tour.
  • Yonca Evcimik 
  • Kenan Doğulu 
  • U.N.V. 
  • Mario Pelchat 
  • Peter Andre 

  • La Band
    • Tastiere: Jai Winding, Michael Bearden, Mike McKnight
    • Chitarra: Paul Pesco
    • Basso: Victor Bailey
    • Batteria: Omar Hakim
    • Percussioni: Luis Conte
    • Coriste: Niki Harris, Donna DeLory
    • Ballerini: Ungela Brockman, Christopher Childers, Michael Gregory, Carrie Ann Inaba, Jill Nicklaus, Ruth Taveras-Inchaustegui, Carlton Wilborn, Luca Tommassini  it.wikipedia.org

    martedì 26 aprile 2022

    #alTempoNelTempo - Noi donne è una rivista mensile italiana fondata nel 1944. È stata organo dell'Unione Donne in Italia fino al 1990.

    Noi donne è una rivista mensile italiana fondata nel 1944. È stata organo dell'Unione Donne in Italia fino al 1990. Ha ospitato nel corso della sua storia molte delle principali voci del femminismo italiano.
    Il titolo della rivista si rifà a quello di un altro giornale fondato durante la guerra di Spagna e poi stampato anche a Parigi nel novembre 1937 come foglio clandestino, per iniziativa delle antifasciste in esilio Teresa Noce e Xenia Silberberg.
    Noi Donne fu rifondata durante la Resistenza come organo dei Gruppi di difesa della donna e dopo la Liberazione divenne l'organo dell'UDI.
    Nel luglio del 1944 Noi Donne esce dalla clandestinità ed è stampato a Napoli sotto la direzione di Laura Bracco, con l'aiuto di Nadia Spano e la collaborazione di Rosetta Longo. Successivamente la redazione e l’amministrazione vengono trasferite a Roma e a Laura Bracco si affianca questa volta a Vittoria Giunti, insegnante che usciva dalla lotta antifascista clandestina.
    Secondo Marisa Rodano gli scopi del giornale erano chiari: essere un giornale per tutte le donne, costituire un legame per tutte le energie femminili vogliose di battersi per sconfiggere il fascismo e partecipare direttamente alla costruzione di un’Italia diversa, far conoscere la lotta delle donne nell'Italia occupata, sollecitare nell'Italia liberata lo sviluppo di un movimento di donne.
    La tecnica utilizzata dalla rivista consisteva in un foglio politico che, allo stesso momento però, non rinunciava a parlare di temi che “tradizionalmente le donne sono abituate a trovare nei periodici ad esse diretti: narrativa, moda, cucina.
    Fra le scelte editoriali assunte sin dai primi anni ci fu quella dell'interclassismo: la rivista intendeva combattere per i diritti delle donne mettendo da parte le divisione di classe. Un'altra scelta di fondo fu quella di dare la precedenza all'aspetto economico della questione femminile, e quindi innanzitutto alla lotta per la parità salariale, e poi a quelle per l'abolizione del licenziamento per matrimonio o per l'ammissione alle carriere statali. Prima degli anni settanta Noi Donne era l'unico settimanale che portasse avanti la battaglia per l'emancipazione femminile.
    Inizialmente mensile, negli anni successivi la periodicità diventerà quindicinale e poi settimanale sotto la lunga direzione di Giuliana Dal Pozzo e di Miriam Mafai.
    Nel 1969 cambiò la forma giuridica del periodico, in quanto si trasformò in cooperativa delle redattrici.. Nel corso degli anni settanta la rivista ebbe il suo momento di massima distribuzione, arrivando a punte di seicentomila copie a numero grazie alla diffusione militante.. Il giornale fu protagonista delle battaglie per la parità di salario, per il divorzio, l'aborto e la tutela della maternità. Durante la direzione di Giuliana Dal Pozzo e di Miriam Mafai la periodicità diventò quindicinale e poi settimanale prima di tornare ad essere mensile nel 1981, mantenendo tale modulazione fino al dicembre 2016 quando, sospese le edizioni in versione cartacea, si potenziano le varie declinazioni diffuse virtualmente: dal sito al settimanale on line fino ai social.
    In seguito al IX Congresso dell'UDI nel 1973 cambiò anche l'impostazione della rivista, che fino ad allora era stata ispirata ad una visione marxista e perciò si occupava prevalentemente dei problemi economici delle donne. Negli anni settanta Noi Donne iniziò a trattare anche i temi più tipici della riflessione femminista, come la critica dei ruoli sociali, maschile e femminile. Per contribuire su questi temi divennero collaboratrici del periodico esperte come Carla Ravaioli e Elena Gianini Belotti..
    La crisi economica portò prima a un tentativo di restyling nel 1998, poi a una drastica riduzione della tiratura, infine alla dolorosa scelta di uscire dalle edicole e di ridimensionare la produzione, cosa che portò moltissimi a credere erroneamente che nel gennaio 2000 la rivista avesse chiuso.
    Attualmente è reperibile per abbonamento o presso le librerie Feltrinelli[7]. wikipedia.org
    L'Archivio storico di ‘NOIDONNE’ è un patrimonio nazionale culturale e giornalistico. La possibilità di consultarlo è preziosa occasione - soprattutto per le giovani generazioni - di conoscere meglio la storia contemporanea e alcuni particolari aspetti, quali le lotte delle donne, che sono parte decisiva dell’evoluzione della nostra democrazia.
    Rendere fruibile on line tale Archivio è un grande obiettivo sul piano della ricerca e della divulgazione, che risponde anche alla necessità di preservare i documenti originali dall’usura del tempo, valorizzandoli e rendendoli agevolmente disponibili a pubblici diversi.
    Data la grande quantità di documentazione da digitalizzare, il progetto è impegnativo e richiederà un lungo arco di tempo per essere completato. È un cammino iniziato nell’ottobre 2017 e ancora in corso. Di seguito si riporta l’elenco delle annate attualmente consultabili on line.
    1944/45: edizioni clandestine – edizioni ufficiali. Sono disponibili e sfogliabili in versione digitale grazie ad un contributo della Presidenza del Consiglio che ha in parte sostenuto i costi tecnici e della piattaforma e alla collaborazione con la Fondazione Antonio Gramsci di Roma per quanto riguarda la raccolta dei fogli clandestini. È stata realizzata anche una pubblicazione delle edizioni clandestine, disponibile online.
    Anni Quaranta. L’avvio e il completamento della digitalizzazione di tutti numeri pubblicati negli anni Quaranta è stata resa possibile grazie ad un contributo economico della Fondazione Unipolis (2017/2018) e al sostegno del Fondo dell’8xMille della Tavola Valdese (bando 2017) https://www.noidonnearchiviostorico.org/https://www.noidonnearchiviostorico.org/.