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sabato 3 settembre 2022

La storia delle donne - Corriere della Sera Una collana inedita per raccontare secoli di lotte e conquiste

La storia delle donne - Corriere della Sera. Una collana inedita per raccontare secoli di lotte e conquiste
25 uscite | Periodicità Settimanale | Editore RCS MediaGroup - Giorno di uscita in edicola: Sabato
  • La Resistenza taciuta – Le combattenti nella guerra di Liberazione italiana – Massimo Canuti – 03/09/2022
  • Donne nella Storia: le partigiane che hanno fatto l’Italia -  Mia nonna si chiamava Emma ed era la bella del paese. Era nata nel 1901 nel Cusio, a Casale Corte Cerro, nome fin troppo lungo per un abitato di poche anime, ma destinato per la sua posizione e per i capricci della Storia a essere cruciale durante la Resistenza. La bella del paese, bruna e con grandi occhioni di velluto, si innamorò del bello del paese, Pietro, alto, biondo e con gli occhi cerulei (caratteristiche che gli saranno utilissime in seguito per travestirsi con successo da perfetto soldato tedesco). Ma tutte le donne raccontate nel libro di Canuti, come per esempio Irma Bandiera, nomen omen, martire gappista, «prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi» o la mondina Gina Borellini, «staffetta instancabile e combattente valorosa» o Livia Bianchi, giovane vedova veneta che affidò il suo bambino ai genitori per poter combattere e venne «catturata insieme ai compagni e condannata alla fucilazione» o Tina Lorenzoni, figlia di professori e «intelligente informatrice» per salvare gli ebrei.
  • E ancora Modesta Rossi, contadina e madre di cinque figli che «seguiva il marito sulle impervie montagne dell’Appennino» o la toscana Norma Pratelli Parenti, «giovane sposa e madre che provvide ospitalità a fuggiaschi» o Cecilia Deganutti «valorosa crocerossina» che curava i feriti in clandestinità e tutte le altre, si erano guadagnate sul campo il diritto di morire come gli uomini e venire sepolte nella migliore delle ipotesi sotto l’ombra del bel fiore di Bella ciao, ma non quello di vivere alla pari con loro, con gli stessi diritti, compreso quello di votare.

  • 27 AGOSTO
  • L’ingegno di Minerva -  L’ingegno di Minerva. Brillanti scienziate dall’antichità ad oggi è il titolo del volume di Letizia Giangualano, proposto in omaggio come prima uscita della collana «La storia delle donne», in edicola sabato 27 agosto con il «Corriere della Sera».
  • Osserva Barbara Biscotti nell’introduzione alla serie: «La presenza delle donne negli ambiti scientifici è ancora significativamente minoritaria e lo spettro osceno di una pretesa minor inclinazione “naturale” delle stesse per le materie scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (le cosiddette Stem) viene tuttora spesso agitato con noncuranza». Aggiunge: «I dati statistici dicono che oggi c’è ancora molta strada da fare in proposito, a partire dal modo in cui i bambini e le bambine vengono educati sin da piccoli secondo stereotipi di genere e dalla pressione socioculturale persistentemente esercitata sulle ragazze, per approdare ai problemi presentati da un mercato del lavoro fortemente discriminatorio specie in quei settori». - 
  • L’excursus sul percorso delle scienziate, dal passato ai tempi nostri, è ricco di racconti sulle figure femminili, alcune note, altre meno. Da Elena Lucrezia Corner Piscopia, nobildonna veneziana, prima laureata italiana (1679), all’entomologa tedesca Maria Sybilla Merian, prima scienziata a documentare il ciclo di vita degli insetti. 
  • Nel 1699 intraprende una spedizione scientifica in Sud America per studiare gli insetti tropicali. Altri nomi: Maria Gaetana pubblica Instituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana, primo manuale di matematica scritto da una donna (1748); la paleontologa inglese Mary Anning scopre il primo ittiosauro completo (1811); la fisica e chimica Marie Sklodowska Curie è la prima donna a ricevere un Nobel, per la Fisica, nel 1903, e raddoppia nel 1911. Nel 1943 l’informatica americana Grace Hopper partecipa alla creazione del primo computer digitale. Nel 1986 Rita Levi Montalcini riceve il premio Nobel per la Medicina. E avanti fino al 2020, anno in cui le biochimiche Jennifer Doudna (americana) ed Emmanuelle Charpentier (francese) ricevono il Nobel per la Chimica. È solo un assaggio di ciò che il volume propone.
  • Brillanti scienziate dall’antichità a oggi
  • Letizia Giangualano
  • La conquista del potere – Regine e imperatrici – Francesco Merlino – 10/09/2022
  • Ritratto d’artista – Pittura, scultura, avanguardie, performance – Andrea Dusio – 17/09/2022
  • La città delle dame – Coraggiose, autorevoli, autoritarie: le donne in politica – Giovanni Landi – 24/09/2022
  • Il genio filosofico – Grandi pensatrici dall’antichità al Novecento – Ruth Migliara – 01/10/2022
  • Diritto di voto – La lunga lotta del movimento suffragista – Eleonora Migliano – 08/10/2022
  • Una lettera per l’immortalità – geniali scrittrici attraverso i secoli – Marcello Mamini – 15/10/2022
  • Le figlie dell’oscurità – Streghe, fattucchiere, perseguitate – Marina Montesano –
  • 22/10/2022
  • L’altra metà della storia antica – Le matrone roma tra dimensione pubblica e privata – Barbara Biscotti – 29/10/2022

mercoledì 24 agosto 2022

#alTempoNelTempo │1993 - The Girlie Show tour

The Girlie Show è stato il quarto tour di concerti della cantautrice statunitense Madonna, a supporto del suo quinto album in studio, Erotica.

Il tour prende il nome da una tela a olio del 1941 del pittore statunitense Edward Hopper, intitolata appunto The Girlie Show. Madonna portò il suo tour in America, Europa, Asia e Oceania, toccando per la prima volta nella sua carriera anche paesi quali Turchia, Israele e Australia.

La tournée fu un notevole successo mondiale, incassando circa 70 milioni di dollari. Per i concerti londinesi vennero venduti trentamila biglietti in appena 10 minuti registrando, alla fine, il tutto esaurito in entrambe le date.

Il direttore artistico, Christopher Ciccone, ha diviso il concerto in tre atti più un encore: Dominatrix, ispirato al BDSM ma anche con influenze indiane, Studio 54, che ha come tema le discoteche anni '70, Weimar Cabaret, che comprende un omaggio a Marlene Dietrich e dei numeri stile burlesque, e infine l' Encore.

Lo spettacolo inizia con il suono di una fanfara circense al termine della quale, da dietro una tenda rossa appare Pierrot, che farà diverse brevi apparizioni durante tutto lo spettacolo. Vicino a Pierrot una ballerina a seno nudo introduce l'esibizione di Madonna ballando su un lungo palo. Madonna, vestita con un abito da dominatrice, entra in scena su una piattaforma illuminata facendo oscillare una frusta mentre canta in playback Erotica . Alla fine della canzone Madonna si spoglia del suo gilet, della maschera e dei guanti mentre partono le note di Fever nella quale la cantante balla in modo allusivo con due ballerini che indossano solo un paio di slip neri, prima di scomparire, alla fine della esibizione, insieme ai ballerini tra le fiamme. Segue una intro a tema India, al termine della quale Madonna e i ballerini eseguono Vogue con degli abiti in stile indù. L'ultima canzone di questa sezione è Rain, che termina con un intervallo di danza tra le note di Singing in the Rain.

Si apre la seconda parte dello spettacolo. Madonna scende dal tetto su una gigantesca strobosfera indossando una parrucca afro bionda (ispirata al film Venere bionda del 1932 in cui recita Marlene Dietrich) e cantando Express Yourself, durante la quale lei e le coriste riproducono l'ambientazione di una discoteca anni settanta, e Deeper and Deeper, al termine della quale Madonna si toglie la parrucca e lei e i suoi ballerini simulano un'orgia. Seguono Why's It So Hard e In This Life , dedicata ai suoi amici Martin Burgoyne e Christopher Flynn, scomparsi pochi anni prima a causa dell'AIDS. Alla fine di In this Life riappare la figura di Pierrot.

Nel secondo intermezzo, tra le note di The Beast Within, i ballerini mettono in scena un ballo apocalittico con varie allusioni erotiche, al termine del quale inizia una versione completamente irriconoscibile di Like a Virgin, interpretata da Madonna come omaggio diretto alla scomparsa Marlene Dietrich, morta nel maggio del 1992. La canzone venne rallentata e cantata con un voluto accento tedesco, concludendosi con un accenno del cavallo di battaglia dell'attrice morta, Falling in love again tratto dal film Venere bionda del 1932.

Dopo Bye Bye Baby in cui Madonna si esibisce con le coriste in uno spettacolo burlesque e l'ispanica I'm going Bananas, tratta dall'album I'm Breathless, Madonna canta La Isla Bonita affiancata sul palco dal chitarrista Paul Pesco. In seguito Madonna esegue Holiday vestita in abiti militari con alle spalle una gigantesca bandiera americana.

Per l'encore, Madonna e i suoi ballerini tornano sul palco in abiti vittoriani ed eseguono Justify My Love, con uno sfondo a scacchiera. Quando il brano termina, il sipario cala e si può udire una outro. Successivamente il sipario si rialza, mentre l'artista canta un brevissimo frammento di Everybody Is a Star, per poi eseguire una nuova versione di Everybody. Al termine di quest'ultima, Pierrot appare sul palco e rivela che in realtà non è altro che Madonna stessa, riprendendo la frase "Everybody is a star" (Ognuno è una stella) e chiudendo lo show.

  • Scaletta
  • The Girlie Theme (Intro)
  • Erotica
  • Fever
  • Vogue

  • Rain (contiene elementi di Just My Immagination e Singin' in the Rain)
  • Express Yourself
  • Deeper and Deeper (contiene elementi di It Takes Two e Love to Love You Baby)
  • Why's It So Hard
  • In This Life
  • The Beast Within (interludio ballato)
  • Like a Virgin (contiene elementi di Falling in Love Again)
  • Bye Bye Baby
  • I'm Going Bananas
  • La Isla Bonita
  • Holiday (contiene elementi di Holiday for Calliope)
  • Justify My Love (Orbit Mix) [Encore]
  • Everybody Is a Star / Everybody (Encore, contiene elementi di Dance to the Music e After the Dance)
  • The Girlie Theme (Outro)
  • Artisti d’apertura
  • La seguente lista rappresenta il numero correlato agli artisti d'apertura nella tabella delle date del tour.
  • Yonca Evcimik 
  • Kenan Doğulu 
  • U.N.V. 
  • Mario Pelchat 
  • Peter Andre 

  • La Band
    • Tastiere: Jai Winding, Michael Bearden, Mike McKnight
    • Chitarra: Paul Pesco
    • Basso: Victor Bailey
    • Batteria: Omar Hakim
    • Percussioni: Luis Conte
    • Coriste: Niki Harris, Donna DeLory
    • Ballerini: Ungela Brockman, Christopher Childers, Michael Gregory, Carrie Ann Inaba, Jill Nicklaus, Ruth Taveras-Inchaustegui, Carlton Wilborn, Luca Tommassini  it.wikipedia.org

    lunedì 8 agosto 2022

    #Tratti e #Ritratti #AlFemminile. Olivia Newton-John

    Olivia Newton-John è stata una cantante e attrice australiana di origine britannica.

    Era la figlia del gallese Brinley "Bryn" Newton-John e di Irene Helene Born.

    All'età di 5 anni, si trasferisce con la sua famiglia in Australia. Durante il periodo scolastico, Olivia inizia a mostrare interesse per il canto e fonda con alcuni suoi compagni una band chiamata Soul Four, con la quale si esibisce nel locale di proprietà di un suo familiare. Poco tempo dopo, come solista, vince un concorso per nuovi talenti: il premio consiste in un viaggio in Inghilterra. Durante la sua permanenza nel 1966, Olivia incide il suo primo singolo per la Decca Records, intitolato: Till You Say Be Mine.

    Nel 1970 viene scelta per far parte di una band chiamata Tomorrow con la quale prende parte a un musical omonimo e a cui segue la pubblicazione della colonna sonora. Presto il gruppo si scioglie e Olivia inizia la sua collaborazione con Bruce Welch e John Farrar; quest'ultimo diventa autore e produttore di riferimento dei maggiori successi di Olivia. Nel frattempo, conosce Cliff Richard col quale prende parte a una serie di special TV e diversi tour, che contribuiscono ad accrescerne la popolarità, specialmente in Inghilterra.

    Nel 1974 si aggiudica il quarto posto all'Eurovision Song Contest con il brano Long Live Love. Nello stesso anno escono i singoli If You Love Me (Let Me Know) (n. 1 in Canada, n. 2 in Australia, n. 5 nella Billboard Hot 100 e n. 10 in Nuova Zelanda) e I Honestly Love You (n. 1 per due settimane nella Billboard Hot 100, in Canada, in Australia per quattro settimane e in Svezia) col quale vince il Grammy Award alla registrazione dell'anno, il Grammy Award alla miglior interpretazione vocale femminile pop e miglior album e il disco d'oro. Da questo momento, la sua popolarità cresce notevolmente, anche negli Stati Uniti.


    Nel 1978 le viene assegnata la parte di Sandy nel film musicale Grease che rimane a tutt'oggi il musical di maggior successo nella storia del cinema. La colonna sonora interpretata principalmente da Olivia e John Travolta, le conferisce un'enorme popolarità in tutto il mondo: i singoli principali rimangono ai primi posti delle hit parade per diversi mesi. Nello stesso anno, Olivia pubblica l'album Totally Hot che diventa disco di platino e dal quale vengono estratti diversi singoli di successo.

    Il 9 gennaio 1979 partecipa allo spettacolo a fini umanitari dell'Unicef con altri famosi colleghi quali ABBA, Andy Gibb, Bee Gees, John Denver, Earth Wind & Fire, Kris Kristofferson & Rita Coolidge, Rod Stewart e Donna Summer e sono inserite due sue canzoni nell'LP Music for UNICEF, registrazione del concerto, The Key e Rest Your Love on Me in duetto con Andy Gibb.

    Nel 1980 insieme a Gene Kelly, prende parte al film musicale Xanadu, un insuccesso al botteghino ma un grande successo discografico, grazie al contributo della E.L.O. (Electric Light Orchestra) e al produttore John Farrar. La colonna sonora diventa ancora una volta disco d'oro.

    Duetta, con un ottimo riscontro di vendite, in due brani, I Can't Help It e Rest Your Love on Me, contenuti nell'album After Dark di Andy Gibb.

    Nel 1981 pubblica il singolo Physical seguito dall'omonimo album grazie al quale riscuote un enorme successo in tutto il mondo. L'album Physical vince diversi dischi d'oro e di platino. Olivia si aggiudica ancora una volta il Grammy Award come cantante pop dell'anno, miglior video, miglior singolo e miglior artista. Nello stesso anno la cantante interpreta sé stessa nella telenovela brasiliana Jogo Da Vida. Sempre nel 1981 le viene assegnata la stella sulla Hollywood Walk of Fame. Segue un lungo tour di grande successo e il secondo album-raccolta di successi Greatest Hits che include due singoli inediti di grande successo Heart attack e Tied Up e riceve il Grammy Award.

    Nel 1983 nuovamente in coppia con John Travolta, Olivia recita in Due come noi (Two of a Kind). Anche in questo caso, il film non regge il confronto con Grease, ma la colonna sonora ha grande successo e diventa disco di platino.

    Nel 1985 sposa l'attore di origine italiana Matt Lattanzi, dalla cui unione nasce Chloe-Rose (1986). In questo stesso anno, pubblica l'album Soul Kiss, dal quale vengono estratti quattro singoli. Soul Kiss diventa disco d'oro e incide con David Foster il brano The Best of Me inserito nell'album David Foster. Olivia, a questo punto, decide di ritirarsi dalle scene, per dedicarsi al mestiere di mamma.

    Nel 1988 ritorna con un nuovo album intitolato The Rumour, con la collaborazione di Elton John e Bernie Taupin. Anche con quest'album, Olivia si aggiudica un disco d'oro. L'album contiene anche un adattamento in inglese scritto da Davitt Sigerson di Tutta la vita, brano scritto quattro anni prima da Lucio Dalla e incluso nell'album Viaggi organizzati.

    Nel 1989 partecipa al video del singolo Liberian Girl di Michael Jackson, accanto a John Travolta e altre celebrità di Hollywood.

    Nel 1990 è la protagonista nel film Una mamma per Natale (A Mom for Christmas), prodotto dalla Walt Disney Productions, in cui interpreta due canzoni composte da John Farrar ma, purtroppo, ancora inedite.

    Il 24 settembre 2011 è l'ospite internazionale nel programma televisivo italiano Ti lascio una canzone. Nello stesso anno esce la scatenata commedia A Few Best Men che parteciperà fuori concorso al Festival del Cinema di Roma con il titolo Tre uomini e una pecora: apprezzata dalla critica la sua interpretazione di suocera "disperata". Da lei eseguita gran parte della colonna sonora e la canzone a chiusura del film, scritta da Farrar figlio, Weightless. it.wikipedia.org 

    With you

    Suddenly the wheels are in motion

    And I, I'm ready to sail any ocean

    Suddenly I don't need the answers

    'Cause I, I'm ready to take all my chances with you

    "Suddenly" is a duet performed by Olivia Newton-John and Cliff Richard from the soundtrack Xanadu, and is the love theme from the 1980 film of the same name. It was written and produced by John Farrar.

    "Suddenly" reached number 15 on the UK Singles Chart in October 1980 and number 20 on the US Billboard Hot 100 in January 1981. It was also a major Adult Contemporary hit, reaching number four. The music video shows them in a penthouse singing the song to each other taken from her ABC TV special "Hollywood Nights" that aired before the 52nd Academy Awards on April 14, 1980.

    The single's B-side, "You Made Me Love You" (Olivia solo), was also featured in the film Xanadu but does not appear on the soundtrack album.

     blog: #RosedaAmare - Al Femminile. Ogni giorno, senza differenze

    sabato 2 luglio 2022

    Irene Fargo - ...E ogni volta che ti avrò (sabbia d'Africa sarò)

    Irene è’ stata una cantante di una bravura eccezionale, come poche. Sei stata una cantante di una bravura eccezionale. Perché io ed Irene, Irene Fargo, non ci siamo mai conosciuti di persona, ma ci siamo parlati diverse volte via social. Ci eravamo, qualche anno fa, promessi persino un’intervista, poi la vita ha fatto un altro corso.

    Il suo oggi è finito, lasciandomi il rimpianto di essermi scordato di cercarla, di chiederle: “Irene e allora la facciamo quell’intervista” ? Forse, vista la sua salute messa a dura prova dalla malattia, mi avrebbe risposto di no, o forse ci avrebbe provato per raccontare quella sua carriera partita con due secondi posti consecutivi a Sanremo, confermata da un album dal successo importante e poi pian piano scivolata via per motivi svariati, nessuno che avesse minimamente a che fare con l’arte. allmusicitalia.it

    Dopo aver fatto parte di un coro polifonico, gli esordi da solista la vedono presentare sul palco del Festival di Castrocaro nel 1987 con il suo nome d'anagrafe la canzone "Fretta di te". È con il successivo incontro con Enzo Miceli ad assumere il nome d'arte di 'Irene Fargo' che comincia a definire il personaggio che permetterà di farla conoscere a livello nazionale. Dopo un ritorno nel 1988 al Festival di Castrocaro e il 45 giri d'esorio Dialoghi/Meccanismi, nel 1990 il disco d'esordio preceduto dal singolo estivo Le Ragazze Al Mare.

    Nel 1991 Irene partecipa al Festival di Sanremo e si classifica seconda nella categoria nuove proposte con il brano La donna di Ibsen, il cui testo è ispirato ad un testo teatrale del drammaturgo norvegese Henrik Ibsen intitolato La donna del mare. Il 45 giri, che fa da traino all'album inciso l'anno precedente e opportunamente ristampato con l'aggiunta di un altro inedito, Ti do una canzone, in duetto con Grazia Di Michele, conosce un successo inconsueto per un partecipante alle nuove proposte che non avesse vinto, sfiorando l'ingresso nella Top Ten.

    Gli inviti in varie trasmissioni Rai e Fininvest consacrano Irene tra le rivelazioni dell'anno. A fine anno viene pubblicato il singolo Ugo...domani mi sposo, che ha un discreto riscontro commerciale e oggi è una rarità tra i collezionisti, essendo rimasto inedito su album, nella sua versione originale, mentre un remix è presente nel secondo 33 giri.

    Nel 1992 è ancora a Sanremo tra le nuove proposte, ancora secondo posto, con il brano Come una Turandot. Questa volta l'omaggio è all'opera di Giacomo Puccini.

    Il secondo album, pubblicato alla fine della rassegna, si intitola La voce magica della luna, e otterrà un discreto riscontro commerciale. Nello stesso anno Irene ottiene un terzo posto al Cantagiro.

    Nel 1993 viene eliminata all'ultima selezione dall'elenco dei Big del Festival di Sanremo, alla cui gara si era candidata con il brano Non sei così, poi inserito nel terzo album Labirinti del cuore, pubblicato alla fine di quell'anno. Con questo disco Irene dà un nuovo corso alla propria carriera: abbandonati il suo primo produttore Enzo Miceli (autore con Gaetano Lorefice di quasi tutte le canzoni fino ad allora incise), si trasforma in interprete pura, e canta brani di Mariella Nava, Roby Facchinetti, Kaballà, Daniele Fossati. Il brano Ma quando sarà viene presentato dal vivo durante la prima edizione della manifestazione Festival Italiano in onda su Canale 5. Dopo un'esperienza televisiva nel cast di Domenica in..., Irene si avvicina alla canzone napoletana pubblicando un disco dal titolo 'O core e Napule. Partecipa ad alcune manifestazioni canore quali Viva Napoli e Ma l'amore sì! che vince con la canzone Io che non vivo (senza te) di Pino Donaggio.

    Tra il 1997 e il 1999 Irene pubblica altri tre dischi, venendo invitata spesso come ospite nei programmi di Paolo Limiti. Dal 2002 affianca l'attività di attrice teatrale di Musical. È del 2005 l'ultimo CD di Irene, una serie di cover dal titolo Insieme contenente alcuni inediti, tra i quali il tema portante del film Nel mio amore, che ha visto l'esordio alla regia della scrittrice Susanna Tamaro.

    Il 15 dicembre 2012 le viene conferito il premio "One Media Awards" per i 25 anni di carriera durante la serata di Gala organizzata dalla One Production Radio/TV in collaborazione con Kiss Radio Malta, evento svoltosi al Teatro MCC La Valletta. wikipedia.org

    venerdì 6 maggio 2022

    #Tratti e #Ritratti #AlFemminile - Roberta Faccani

    Roberta Faccani è una cantautrice e attrice italiana, nota per la sua estensione vocale e per la saldissima tecnica nel canto.
    Si è diplomata nel 1995 al Centro Europeo di Toscolano (C.E.T.) di Mogol, e all'inizio della sua carriera ha alternato l'attività di cantautrice e attrice a quella di cantante live e tv per numerosi artisti italiani, tra cui Paola Turci, Ornella Vanoni, Adriano Celentano, Mario Lavezzi, Annalisa Minetti.
    Nel 1990 si classifica seconda al Festival di Castrocaro ed è ospite al Festival Leone d’Oro di Venezia.
    Dal 1999 al 2000 interpreta a teatro il personaggio di Joanne nella versione italiana di Rent, il pluripremiato musical di Broadway, dove viene notata dal maestro Pavarotti.
    I suoi fans di vecchia data la conoscono come "Mata" grazie al suo primo singolo da solista e autrice nel 2001, Rido, scritto insieme ad Angela Baraldi e Livio Visentin, già componente dei Lijao pubblicato sotto il nome appunto di Mata Faccani.
    Dal 2002 al 2003 è nel cast originale di "Pinocchio il grande musical", con le musiche dei Pooh e la regia di Saverio Marconi.
    Dal 2004 al 2010 è stata la voce dei Matia Bazar. Entra a far parte della formazione dopo aver partecipato ai provini annunciati per trovare la nuova cantante. Con loro inciderà tre album e un dvd live. Il debutto in pubblico con i Matia Bazar avviene al Festival di Sanremo 2005, con un brano di grande impatto dal titolo Grido d'amore, che si classifica al terzo posto Categoria "Gruppi".
    Nel 2007 debutta anche come compositrice nel musical Streghe, un musical magico, di cui ha scritto musiche e liriche assieme a Stefano Calabrese. Nel 2010 e nel 2011 interpreta a teatro il personaggio camaleontico della Regina di cuori in Alice nel Paese delle Meraviglie - Il musical riscuotendo consensi di critica e pubblico.
    Nell'estate del 2013 esce il singolo Controtempo, che anticipa l'album del debutto da solista dal titolo Stato di grazia, di cui la Faccani scrive testi e musiche oltre a curarne la pre-produzione insieme a Giordano Tittarelli con cui fonda l'etichetta discografica "Bandidos Records" e apre la scuola per giovani artisti "La fabbrica del cantante-attore" a Castelplanio.
    Dal 2013 al 2015 interpreta Lady Montecchi nell'opera moderna Romeo e Giulietta - Ama e cambia il mondo diretta da Giuliano Peparini e prodotta da David Zard, campione di incassi in tutti i teatri italiani e all'estero e con ben quattro repliche all'arena di Verona.
    Il 28 novembre 2014 canta in mondovisione in onore di Papa Francesco a San Giovanni in Laterano nella manifestazione “terram in pacis” con l’orchestra diretta dal maestro Jacopo Sipari.
    Nello stesso anno scrive La lupa, il brano del ritorno discografico di Fiordaliso. Roberta ha anche scritto Lazio generazione, brano per omaggiare la sua fede calcistica laziale e soprattutto il suo prozio Augusto Faccani, che è stato capitano della squadra nonché uno dei pionieri biancocelesti. Nel 2016 esce il brano Questo amore proibito nella compilation Giulietta Loves Romeo, duetto interpretato con Vittorio Matteucci e scritto insieme allo stesso Matteucci e Giordano Tittarelli.

    martedì 26 aprile 2022

    #alTempoNelTempo - Noi donne è una rivista mensile italiana fondata nel 1944. È stata organo dell'Unione Donne in Italia fino al 1990.

    Noi donne è una rivista mensile italiana fondata nel 1944. È stata organo dell'Unione Donne in Italia fino al 1990. Ha ospitato nel corso della sua storia molte delle principali voci del femminismo italiano.
    Il titolo della rivista si rifà a quello di un altro giornale fondato durante la guerra di Spagna e poi stampato anche a Parigi nel novembre 1937 come foglio clandestino, per iniziativa delle antifasciste in esilio Teresa Noce e Xenia Silberberg.
    Noi Donne fu rifondata durante la Resistenza come organo dei Gruppi di difesa della donna e dopo la Liberazione divenne l'organo dell'UDI.
    Nel luglio del 1944 Noi Donne esce dalla clandestinità ed è stampato a Napoli sotto la direzione di Laura Bracco, con l'aiuto di Nadia Spano e la collaborazione di Rosetta Longo. Successivamente la redazione e l’amministrazione vengono trasferite a Roma e a Laura Bracco si affianca questa volta a Vittoria Giunti, insegnante che usciva dalla lotta antifascista clandestina.
    Secondo Marisa Rodano gli scopi del giornale erano chiari: essere un giornale per tutte le donne, costituire un legame per tutte le energie femminili vogliose di battersi per sconfiggere il fascismo e partecipare direttamente alla costruzione di un’Italia diversa, far conoscere la lotta delle donne nell'Italia occupata, sollecitare nell'Italia liberata lo sviluppo di un movimento di donne.
    La tecnica utilizzata dalla rivista consisteva in un foglio politico che, allo stesso momento però, non rinunciava a parlare di temi che “tradizionalmente le donne sono abituate a trovare nei periodici ad esse diretti: narrativa, moda, cucina.
    Fra le scelte editoriali assunte sin dai primi anni ci fu quella dell'interclassismo: la rivista intendeva combattere per i diritti delle donne mettendo da parte le divisione di classe. Un'altra scelta di fondo fu quella di dare la precedenza all'aspetto economico della questione femminile, e quindi innanzitutto alla lotta per la parità salariale, e poi a quelle per l'abolizione del licenziamento per matrimonio o per l'ammissione alle carriere statali. Prima degli anni settanta Noi Donne era l'unico settimanale che portasse avanti la battaglia per l'emancipazione femminile.
    Inizialmente mensile, negli anni successivi la periodicità diventerà quindicinale e poi settimanale sotto la lunga direzione di Giuliana Dal Pozzo e di Miriam Mafai.
    Nel 1969 cambiò la forma giuridica del periodico, in quanto si trasformò in cooperativa delle redattrici.. Nel corso degli anni settanta la rivista ebbe il suo momento di massima distribuzione, arrivando a punte di seicentomila copie a numero grazie alla diffusione militante.. Il giornale fu protagonista delle battaglie per la parità di salario, per il divorzio, l'aborto e la tutela della maternità. Durante la direzione di Giuliana Dal Pozzo e di Miriam Mafai la periodicità diventò quindicinale e poi settimanale prima di tornare ad essere mensile nel 1981, mantenendo tale modulazione fino al dicembre 2016 quando, sospese le edizioni in versione cartacea, si potenziano le varie declinazioni diffuse virtualmente: dal sito al settimanale on line fino ai social.
    In seguito al IX Congresso dell'UDI nel 1973 cambiò anche l'impostazione della rivista, che fino ad allora era stata ispirata ad una visione marxista e perciò si occupava prevalentemente dei problemi economici delle donne. Negli anni settanta Noi Donne iniziò a trattare anche i temi più tipici della riflessione femminista, come la critica dei ruoli sociali, maschile e femminile. Per contribuire su questi temi divennero collaboratrici del periodico esperte come Carla Ravaioli e Elena Gianini Belotti..
    La crisi economica portò prima a un tentativo di restyling nel 1998, poi a una drastica riduzione della tiratura, infine alla dolorosa scelta di uscire dalle edicole e di ridimensionare la produzione, cosa che portò moltissimi a credere erroneamente che nel gennaio 2000 la rivista avesse chiuso.
    Attualmente è reperibile per abbonamento o presso le librerie Feltrinelli[7]. wikipedia.org
    L'Archivio storico di ‘NOIDONNE’ è un patrimonio nazionale culturale e giornalistico. La possibilità di consultarlo è preziosa occasione - soprattutto per le giovani generazioni - di conoscere meglio la storia contemporanea e alcuni particolari aspetti, quali le lotte delle donne, che sono parte decisiva dell’evoluzione della nostra democrazia.
    Rendere fruibile on line tale Archivio è un grande obiettivo sul piano della ricerca e della divulgazione, che risponde anche alla necessità di preservare i documenti originali dall’usura del tempo, valorizzandoli e rendendoli agevolmente disponibili a pubblici diversi.
    Data la grande quantità di documentazione da digitalizzare, il progetto è impegnativo e richiederà un lungo arco di tempo per essere completato. È un cammino iniziato nell’ottobre 2017 e ancora in corso. Di seguito si riporta l’elenco delle annate attualmente consultabili on line.
    1944/45: edizioni clandestine – edizioni ufficiali. Sono disponibili e sfogliabili in versione digitale grazie ad un contributo della Presidenza del Consiglio che ha in parte sostenuto i costi tecnici e della piattaforma e alla collaborazione con la Fondazione Antonio Gramsci di Roma per quanto riguarda la raccolta dei fogli clandestini. È stata realizzata anche una pubblicazione delle edizioni clandestine, disponibile online.
    Anni Quaranta. L’avvio e il completamento della digitalizzazione di tutti numeri pubblicati negli anni Quaranta è stata resa possibile grazie ad un contributo economico della Fondazione Unipolis (2017/2018) e al sostegno del Fondo dell’8xMille della Tavola Valdese (bando 2017) https://www.noidonnearchiviostorico.org/https://www.noidonnearchiviostorico.org/.

    mercoledì 20 aprile 2022

    #Tratti e #Ritratti #AlFemminile. Catherine Spaak attrice, cantante, conduttrice televisiva belga naturalizzata italiana.

    Catherine Spaak
    è stata un'attrice, cantante, conduttrice televisiva e ballerina belga naturalizzata italiana.
    Nata in Francia, proveniva da una famiglia belga che annoverava fra i suoi membri anche artisti e uomini politici. Sua madre era l'attrice Claudie Clèves, il padre Charles era uno sceneggiatore cinematografico, la sorella Agnès è stata anch'essa attrice e poi fotografa, mentre lo zio Paul-Henri ricoprí per più mandati la carica di primo ministro del Belgio. Sua zia era Suzanne Spaak. Dopo aver recitato una piccola parte a soli 14 anni nel film Il buco di Jacques Becker, debuttó in Italia nel 1960 con Dolci inganni di Alberto Lattuada che condizionerà i suoi ruoli successivi, incentrati sullo stereotipo di un'adolescente spregiudicata. Lo stesso personaggio, con opportune variazioni, si ritrova in molte pellicole che interpreta nella prima metà degli anni '60, come Diciottenni al sole, Il sorpasso, La noia, La calda vita, La parmigiana, La bugiarda e La voglia matta, sul cui set conosce Fabrizio Capucci, che sposerà nel 1963 e dalla cui unione, di breve durata, nasce Sabrina, attrice di teatro.
    Nel contempo la Dischi Ricordi le offrí un contratto e vennero pubblicati i suoi primi 45 giri, tra cui Mi fai paura (1964) (Alberto Testa-Iller Pattacini); alcuni (Quelli della mia età, cover di Tous les garçons et les filles di Françoise Hardy e L'esercito del surf noto anche come Noi siamo i giovani) diventano successi da Hit parade, grazie anche alla promozione nei varietà televisivi del sabato sera del quale fu spesso ospite. Nel 1964 le venne attribuita la Targa d'oro ai David di Donatello e continua a lavorare in Italia con i più celebri autori e registi, diventando una presenza ricorrente nella commedia all'italiana (L'armata Brancaleone, Adulterio all'italiana, La matriarca, Certo, certissimo, anzi... probabile). 
    Nel 1967 venne proposta quale protagonista ne Il tigre di Dino Risi, accanto a Vittorio Gassman ed Eleanor Parker, ma la parte venne poi assegnata ad Ann-Margret. Visto il recente successo la Spaak nel 1967 tentò anche di farsi notare a Hollywood, partecipando a Intrighi al Grand Hotel, per la regia di Richard Quine, ma il film, nonostante un cast di rilievo, non ebbe buoni riscontri e l'esperienza rimase isolata. wikipedia.org 
    David di Donatello 1964 – Targa d'oro per la La noia
    Autrice e conduttrice di talk-show di successo, il più famoso dei quali resta Harem (più di 15 edizioni per Rai 3), fu molto apprezzata dal pubblico per la sua eleganza e raffinatezza. Nella stagione televisiva 2002-2003 lavorò come conduttrice televisiva su LA7 nella trasmissione Il sogno dell'angelo, un talk show incentrato sulla spiritualità.