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sabato 3 gennaio 2026

Alida Valli

Alida Valli, pseudonimo di Alida Maria Altenburger Freiin, baronessa von Marckenstein und Frauenberg è stata un'attrice italiana.

È stata una delle più note interpreti del cinema italiano, apprezzata e riconosciuta a livello internazionale. Ha recitato in più lingue in ambito cinematografico, teatrale e televisivo ottenendo diversi riconoscimenti, tra cui il Leone d'oro alla carriera, due David di Donatello, il Nastro d'argento e una candidatura al Golden Globe. 

Alìda Valli nacque a Pola (città della Venezia Giulia ceduta alla Jugoslavia a seguito del secondo conflitto mondiale) da madre istriana, la pianista Silvia Obrekar, e da padre trentino, professore di filosofia e critico musicale con ascendenze aristocratiche, barone Gino Altenburger von Marckenstein und Frauenberg, appartenente a nobile famiglia di origini tirolesi. All'età di 8 anni si trasferì sul lago di Como con la famiglia e, nonostante vari viaggi e spostamenti, non tornò più nella sua città natale. Ma nel suo diario esprime un grande rimpianto per Pola. «A Pola ho sempre scelto di non tornare».

Nel 1936 adottò il cognome d'arte "Valli" scegliendolo, pare, dopo aver consultato a caso un elenco telefonico]. Il cognome originale infatti risultava troppo difficile e serviva un nome con maggiore fascino sul pubblico.

Frequentò i corsi del Centro sperimentale di cinematografia ed esordì giovanissima sul grande schermo, interpretando fin dall'inizio ruoli da protagonista. Erano film leggeri e spensierati ma di grande successo tra il pubblico, grazie ai quali divenne ben presto l'attrice simbolo del cinema italiano del periodo fascista. Tra i titoli di maggiore successo Mille lire al mese e Ore 9: lezione di chimica.

Tra il 1941 e il 1943 per il regista Mario Mattoli interpretò tre film realizzati uno di seguito all'altro e definiti "i film che parlano al vostro cuore": Luce nelle tenebre, Catene invisibili e Stasera niente di nuovo dove cantò la celebre canzone Ma l'amore no (di Galdieri - D'Anzi), che divenne la canzone italiana di maggior successo e più trasmessa dall'EIAR nel corso dei due ultimi e più bui anni di guerra.

Furono anni d'intenso lavoro, in cui arrivarono 

anche copioni drammatici. Dopo il ruolo di Manon in Manon Lescaut (1940) di Carmine Gallone, fu la volta del ruolo di Luisa in Piccolo mondo antico (1941) di Mario Soldati, che al Festival di Venezia le valse un premio speciale concesso dal conte Giuseppe Volpi come miglior attrice italiana dell'anno. Fu proprio grazie a questo film che l'attrice cambiò registro, in un'intervista dichiarò infatti che aveva smesso di "giocare" e iniziato a "interpretare". Nello stesso anno perse il proprio fidanzato Carlo Cugnasca, caduto in guerra.

Nel 1942, i suoi film Noi vivi e Addio Kira! di Goffredo Alessandrini, originariamente realizzati e presentati a Venezia come opera unica ma poi distribuiti divisi in due parti perché la lunghezza superava le 4 ore, subirono, su pressione di Mussolini, la censura fascista.

A differenza di altri colleghi, nell'autunno del 1943 l'attrice, per non recitare in film di propaganda fascista, rifiutò di trasferirsi negli studi cinematografici del Cinevillaggio di Venezia, città situata all'epoca nella Repubblica di Salò, quindi rimase a Roma, dove si nascose con l'aiuto delle amiche Leonor Fini e Luciana d'Avack.

Dopo il matrimonio e la nascita del primo figlio nel 1947, la sua interpretazione di Eugenia Grandet nell'omonimo film di Mario Soldati le fruttò un Nastro d'argento come miglior attrice. Il premio le venne consegnato a Los Angeles dove era stata chiamata dal produttore Selznick, che intendeva fare di lei la "Ingrid Bergman italiana" e le aveva offerto un contratto settennale. Il pubblico statunitense la conobbe semplicemente come "Valli", scritto in caratteri corsivi.

Nel 1951 tornò in Italia e pochi anni dopo diede una delle sue migliori interpretazioni nel capolavoro di Luchino Visconti, Senso (1954).

Con Giuseppe Bertolucci nel 1977 partecipò al primo film interpretato da Roberto Benigni, Berlinguer ti voglio bene, in cui fu la madre del protagonista e usava spesso parole volgari e scurrili; Dario Argento le affidò invece due ruoli inquietanti in Suspiria (1977) e Inferno (1980). Sempre nel 1980 fu protagonista nello sceneggiato televisivo L'eredità della priora di Anton Giulio Majano. Nel 1983 interpretò lo sceneggiato Piccolo mondo antico, diretto da Salvatore Nocita, questa volta nel ruolo della Marchesa Maironi.

Poco prima della fine della guerra conobbe il musicista e compositore Oscar De Mejo che sposò e con il quale ebbe due figli: Carlo, anch'egli attore, e Larry, che seguirà le orme paterne diventando musicista jazz; dopo 8 anni i due divorziarono.

All'inizio degli anni cinquanta si fidanzò con Piero Piccioni, grande amico e collega del primo marito, ma il legame non resse, anche a causa della pressione mediatica creatasi con il caso Wilma Montesi che vedeva coinvolto proprio il musicista, figlio di Attilio Piccioni, un noto ministro e politico democristiano dell'epoca.

Alida Valli - Wikipedia

Sul set di Senso conobbe Giancarlo Zagni, assistente alla regia grazie al quale fece il suo esordio teatrale e che fu suo compagno per una quindicina di anni.


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